L’ho avevo scritto stamattina. Sembra che certe idee chiedano sempre più spazio. Il TEMPO è GALANTUOMO ed il calcio a volte dipinge favole.
Il pallone qualche volta vendica guerre e politica.

Girone F, Marocco prima, Belgio a casa.
Il Belgio di Lukaku, Mertens e quel fenomeno di De Bruyne.
Uno dei centrocampisti centrale d’attacco più forti e completi d’Europa.
Finisce l’epoca Belgio con Lukaku tra le lacrime e tra le braccia di Henry.
0-0 con la Croazia con quel numero uno di Luca Modric. Padrone assoluto del suo reparto.
Una spanna su tutti.
Avanti il Marocco con 7 punti. Prima.
I nord Africani si guadagnano il sogno degli ottavi. È il mondiale del continente nero. Marocco che segue il Senegal.
Una fiaba bella, quella che riconciliano con la vita vera.
Il tempo è galantuomo ed il calcio può dimostrarlo.
Il calcio infatti ha un potere semplice e devastante.
Come l’acqua, arriva ovunque. È inarrestabile.
Il calcio resta la più bella macchina del tempo.
Ritorno al futuro.
Tutto può con semplicità e serietà allo stesso tempo.
Il Marocco festeggia tra lacrime di gioia e riconcilia ogni romantico con il lato business e finanziario del carrozzone pallone.