La novità stagionale è questa: a parte la Juve, solo al Napoli si parla di scudetto. Le milanesi prudentemente parlano di obiettivo Champions. Alla Roma preferiscono tacere, visto il momento difficile, fatto di cessioni pesanti e di scommesse come arrivi. Il Napoli al momento è la sola squadra che sembra poter impensierire i bianconeri.
Oddio: la squadra più pericoloso per la Juve è la Juve stessa. Sinistri (anche se per il mondo a colori, non quello in bianco e nero, sono piacevolissimi) rumori arrivano da Vinovo. E’ esploso il caso Bonucci, a lungo tenuto sotto traccia.
Ma le crepe iniziano a dare i loro risultati. Si è saputo della lite nello spogliatoio a Cardiff. Il fatto grave non è che la cosa sia avvenuta. Ma che si sia saputa all’esterno, sin nei dettagli. Segno che qualcuno ha parlato. Ed anche il repentino addio di Dani Alves (e le parole al veleno dette nei giorni scorsi) non possono che essere indicative.
In una squadra di calcio cose del genere accadono quando non c’è una guida forte. Il segreto di Pulcinella di Vinovo è che la frattura è ai massimi livelli, tra Elkan e Andrea Agnelli. Quando la divisione è ai vertici, si creano sempre delle fazioni. E ci sono i pentiti, quelli che parlano.
Sia ben chiara una cosa: la Juve ha una superiorità tecnica, ma soprattutto economica, che le permette di vincere lo stesso. Ma la (piacevole) sensazione, vista da fuori, è che non sia più un gruppo coeso.
C’è da dire che lo scorso anno la Juve, anche se è stata la sola squadra italiana a vincere qualcosa, avendo fatto per il terzo anno consecutivo doppietta tra campionato e Coppa Italia, ha fallito. Il suo obiettivo era la Champions. Due anni fa arrivò in finale quasi a sorpresa, stavolta l’aveva programmato, facendo acquisti mirati. E’ vero, ha vinto campionato e Coppa Italia, ma non è casuale che non ha fatto la festa.
Il Napoli è inferiore come organico, decisamente inferiore come potenzialità economica, ma è un gruppo granitico. E’ un vantaggio enorme. C’è solo una persona che potrebbe rovinare il tutto, Aurelio De Laurentiis. Ma Sarri ha detto che ormai lo conoscono bene. Sanno che a volte urla. Ma poi gli passa. Una maniera elegante per dire che quando parla non stanno neanche a sentire quello che dice.

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