Una interessante intervista quella di PerSempreNapoli.it ad una donna che fa della passione per la maglia azzurra uno stile di vita, Eugenia Saporito. Laureata in Statistica ed Informatica per l’Economia e le Imprese, Eugenia è giornalista presso Il Fatto Vesuviano.

Con la nostra ospite si è parlato del momento degli azzurri e di eventuali cambiamenti sul piano societario. Ha inoltre espresso interessanti pareri su di una ipotetica classifica finale che vedrebbe il Napoli qualificato per la prossima Champions League.

Buona lettura.

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l Napoli di domenica ha di sicuro mostrato più carattere e caparbietà rispetto le precedenti apparizioni. Un mindset decisamente cambiato in meglio. Quanto ha, paradossalmente, influito l’uscita dalle coppe?

“Il Napoli, nella gara contro i cugini beneventani, ha mostrato maggior concretezza, voglia di portare il risultato a casa e d’intascare i tre punti. L’uscita dalle coppe influisce e ce ne accorgeremo sicuramente alla lunga; il valore aggiunto vistosi domenica è stato contrassegnato dagli ingressi in rosa di Mertens e Ghoulam rientrati dagli infortuni. Due valori aggiunti che, sommati a quelli che ancora dovranno esser recuperati, possono fare la differenza”.

Gattuso traghettatore fino a giugno…ma poi?

“La scelta di portare fino alla fine Gattuso deriva dal fatto che gli allenatori “liberi” presenti sul mercato in questo momento sono, a mio parere, non alla portata della società azzurra in termini economici. Ma il problema, oltre che ad essere questo, fa riferimento anche al fatto che sconvolgere in corso una direzione tecnica (quando si faceva forte la voce sulle eventuali dimissioni che Gattuso avrebbe dovuto dare, eravamo in corsa sia per la Coppa Italia che per l’Europa) non è sempre la scelta migliore, soprattutto se la squadra è con l’allenatore, come si è lasciato intravedere”.

A mio parere, se proprio Gattuso fosse stato esonerato o dato le dimissioni ci avrei visto bene Vincenzo Italiano, attualmente allenatore dello Spezia, fautore del 4-3-3 calzante con i nostri undici titolari. Poi ovvio, se la proposta venisse ipoteticamente fatta un giorno ad un Allegri, per caratura, non mi dispiacerebbe a prescindere da modulo”.

Alcuni elementi hanno riconfermato la loro importanza all’interno dell’organico, prendiamo ad esempio Mertens e Ghoulam. La società deve tenerseli stretti ancora per un po’, oppure è tempo di cambiare?

“Ho già risposto parzialmente alla prima domanda su tale tematica. Il problema è rappresentato dal fatto che bisogna capire quanto la società sia disposta ad investire sul mercato. Io, personalmente, li terrei ancora un altro anno così Ghoulam potenzialmente potrebbe ritornare ad essere il terzino sinistro degli anni addietro, di ottimo livello, e Mertens probabilmente dare ancora qualcosa alla tifoseria ed al campo”.

Orsato e le dichiarazioni su Inter-Juventus del 2018: che Napoli sarebbe potuto essere se quella partita fosse stata diretta come doveva essere diretta? Trentalange a capo dell’AIA come innovatore o stimolatore?

“Credo, anzi ne sono certa, che non esiste una direzione perfetta di una partita di calcio. Come in ogni ambito, anche sul triangolo verde, c’è presenza di errori sistematici tra i quali quelli umani che ne condizionano l’esito. Certo che ammettere di aver sbagliato è un passo avanti verso l’onestà intellettuale, che tutti dovrebbero avere dentro e fuori dal campo. Poi che da così vicino non sia riuscito a valutare l’errore fa un po’ specie, ma ormai è andata come sappiamo”.

“Trentalange a capo dell’AIA come innovatore e stimolatore, assolutamente sì. L’innovazione è sinonimo di apertura verso il progresso, stimolatore verso la dichiarazione del giusto. Sulla questione che Napoli sarebbe potuto essere se quella partita fosse stata diretta come doveva essere diretta beh, rispondo che questi errori purtroppo condizionano una stagione”.

Come vedi la società Napoli nel prossimo futuro? Da ricostruire o da migliorare?

“Da sempre guardo la società con ammirazione, altalenante per certi versi ma sempre con estrema ammirazione. Se il presidente ha davvero a cuore il futuro del Napoli dovrebbe intervenire su tante questioni. Partirei dalla valorizzazione del settore giovanile a quella di un dirigente sportivo che abbia ottime qualità di selezionatore ed osservatore (soprattutto). Avere un campo di proprietà dove seguire gli allenamenti sarebbe sintomo di appartenenza e darebbe punti di riferimento anche verso l’esterno, con i nostri diretti competitors ma anche verso il resto. Insomma, il discorso è molto ampio”.

La Juventus ha fatto un altro passo falso, stavolta contro il Verona, dando modo di fatto all’Atalanta di agganciarsi dietro. Classifica finale?

“Diciamoci la verità, con l’Inter senza coppe e con la squadra che si ritrova credo possa puntare molto in alto e da qui, la Juventus, avere minori probabilità di vincere un altro scudetto. Poi, è naturale che la qualità indiscussa della vecchia signora possa prendere il sopravvento, ma stavolta ho i miei dubbi. Secondo la mia visione, questa la classifica finale: Inter, Juve, Milan e forse Napoli in ballottaggio con l’Atalanta per il quarto posto”.

Conclusioni

Interessanti spunti anche per le questioni spesso accantonate riguardanti stadio e settore giovanile, quelle di Eugenia Saporito. Un Napoli che, nonostante le visibili difficoltà, potrebbe trovare spazio in una classifica lunga e aperta a decine di scenari.

Che gli azzurri abbiano davvero ritrovato la retta via dopo le ultime apparizioni? Si parla sempre più spesso di attenuanti create da Gattuso; restando però fermi nel ristretto mondo dell’obbiettività ci vien solo da pensare che gli azzurri hanno davvero affrontato delle partite con 10 uomini indisponibili.

Di sicuro un nuovo volto sulla panchina, adesso, non sarebbe la soluzione ideale per una compagine relativamente debole. L’idea di Vincenzo Italiano peró spunta nelle menti di parecchi addetti ai lavori. Intanto questa sera gli azzurri affronteranno un altro papabile alla panchina del Maradona, Roberto De Zerbi, ex con Parthenope nel cuore.

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