Mentre i nomi degli allenatori più disparati vengono accostati con puntuale insistenza alla panchina del Napoli, il campionato non si ferma. Anzi, presenta agli azzurri un’altra gatta da pelare. Sabato, infatti, la squadra partenopea sarà di scena al Picco, contro lo Spezia di Vincenzo Italiano.

Un tecnico della nouvelle vague, capace di suscitare interesse anche nei Top Club (o presunti tali…), in virtù di un gioco propositivo e accattivante. Magari spendibile pure in piazze maggiormente esigenti rispetto all’isola felice costruita all’estremo levante della riviera ligure.

Del resto, il “manico” giusto fa la differenza. Lo sanno bene all’Inter, neo Campione d’Italia, quanto Antonio Conte sia stato determinante sulla strada dello Scudetto nerazzurro. E chissà che in quest’ottica non vada letta la scelta della Roma di puntare sul ritorno di Mourinho, un vero marpione nel dirige le operazioni dalla panchina.

Chi è Vincenzo Italiano

Il curriculum di Italiano testimonia come a dar visibilità al suo lavoro siano sempre stati i risultati brillanti, ottenuti alla guida di squadre tutt’altro che blasonate.  

Esordisce in D nel 2016 con la Vigontina San Paolo ed è subito retrocessione. La stagione successiva, ancora in Quarta Serie, all’Arzignano Valchiampo, raggiunge il terzo posto, poi vince i playoff. Ma il trampolino di lancio è la doppia promozione, ottenuta nel 2018/19 con il Trapani, condotto in Serie B e quella dell’anno dopo, quando porta lo Spezia in Serie A.

Insomma, una carriera in costante ascesa, in virtù della semplice meritocrazia conquistata sul campo. Con l’idea di costruire progetti vincenti, rispettando in ogni caso le dimensioni economiche dei club.

Attenzione al pressing dello Spezia

L’atteggiamento tattico tenuto finora dallo Spezia, specialmente contro avversari più quotati, prevede di essere comunque abbastanza aggressivo.

Il piano gara con cui i liguri potrebbero affrontare il Napoli, dunque, sarà orientato al pressing medio-alto. L’idea di fondo sarà sempre la stessa: cercare di far uscire gli azzurri il meno possibile dalla loro metà campo.

Coerentemente con la sua idea di determinare calcio, piuttosto che attendere supinamente, lasciando il pallino del gioco in mano all’avversario, Italiano vorrà posizionare il baricentro dei suoi molto alto.

Una situazione particolarmente insidiosa per la squadra di Gennaro Gattuso si concretizzerà ogni qual volta la risalita della palla dal basso comincia direttamente dai piedi del portiere. Una circostanza in cui lo Spezia intensifica la pressione, facendo densità centrale, al fine di costringere la controparte ad uscire sugli esterni.   

Un contesto che potrebbe mettere a dura prova la capacità dei partenopei di costruire con l’estremo difensore, nonché manovrare in fascia con la catena composta da terzino ed esterno offensivo.

Ovviamente, a favore del Napoli c’è l’indubbia qualità dei suoi interpreti principali nel gestire il pallone, muovendolo rapidamente da un fronte all’altro del terreno di gioco. Al punto da disinnescare e rendere vani i tentativi di spossessamento.

I liguri potrebbero offendere il Napoli così

Paradossalmente, pur essendo una neopromossa, lo Spezia sembra maggiormente a suo agio quando gestisce il possesso. Una fase offensiva raffinata e propositiva, per effetto del quale il 4-3-3 di base si trasforma in un 2-3-2-3. Con la fattiva partecipazione delle mezz’ali e dei terzini.

Mentre i due centrali, Chabot e Ismajli, stringono la loro posizione, formando la base di un triangolo con Ricci, che funge da  vertice basso, i terzini si alzano insieme, sulla stessa linea del metodista.

Così, Vignali e Marchizza garantiscono l’ampiezza. Al contempo, le due mezz’ali si smarcano in avanti. Fondamentali Estevez e Maggiore: devono sfruttare gli spazi che vengono a crearsi alle spalle della prima pressione avversaria, o sul lato opposto. Eventualmente, danno supporto fra le linee, nelle rotazioni posizionali, ai due esterni offensivi. Circostanza in cui, chiaramente, i liguri si appoggiano sulla tecnica in velocità di Verde e Gyasi.

Là davanti poi, lo squalificato Nzola verrà surrogato da Roberto Piccoli. Pur essendo fisicamente un animale, il 20enne scuola Atalanta è dotato di un certo dinamismo. Caratteristica che consente ad Italiano di utilizzarlo come  riferimento diretto per le verticalizzazioni. Stimolandolo a ricevere sulla figura per fare le sponde.

Insomma, lo Spezia muove la palla con qualità e pazienza fino a che l’avversario non si disunisce, favorendo la creazione di spazi in profondità. A quel punto, tenta l’imbucata in verticale…

Il Napoli dovrà stare attento proprio alle letture. Interpretando le situazioni di palla coperta o scoperta. Attendendo quindi il momento giusto per accorciare verso il possessore o scappare a tutela dell’imbuto difensivo.

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