Quello del portiere sembra davvero la criticità principale del “nuovo” Napoli. La scarsa dimestichezza a questi livelli di Alex Meret pare stia convincendo la società a non offrirgli il prolungamento fino al 2027.

Cambiando radicalmente strategia, l’obiettivo primario diventa Kepa Arrizabalaga.

Involuzione Meret

Purtroppo l’Airone finora non ha dimostrato di essere il profilo ideale per il calcio di Luciano Spalletti. Nient’affatto straordinario con i piedi e poco abituato a giocare con la difesa alta.

Sicuro tra i pali, in virtù di una innata capacità di difendere la porta, l’ex Udinese e Spal, infatti, difficilmente aggredisce lo spazio davanti a sé.

Nella scorsa stagione, inoltre, il friulano ha evidenziato diversi limiti mentali, che potrebbero (almeno parzialmente…) spiegarne la natura degli errori.

Quello macroscopico nella nefasta trasferta di Empoli descrive perfettamente quanto le prestazioni di Meret non siano mai state in linea con le aspettative riposte in lui.  

Sostanzialmente inspiegabile il motivo per cui uno dei portieri considerato dalle analisi degli esperti tra i più promettenti in Serie A abbia subito questa mediocre involuzione.

Forse l’utilizzo discontinuo non gli ha permesso di perfezionare l’affiatamento con i compagni di reparto, generando una mancanza di fiducia, trasmessa pure alla squadra. 

Probabilmente c’è una componente emotiva, che trascende la mera tecnica di base e afferisce maggiormente gli aspetti caratteriali.

Qualità e record

Kepa, al contrario, appare perfetto per il Napoli attuale.

Ai tempi dell’Athletic Bilbao era considerato un talento, con grandi margini di miglioramento. Nondimeno, l’impressione che fosse pronto per realtà superiori non era affatto campata in aria. Pur dovendo ancora ampliare tutto il suo bagaglio tecnico, migliorando specialmente nelle uscite alte, aveva già palesato in Liga reattività e senso della posizione.

Insomma, era immaginabile che la sua carriera dovesse esplodere, con il passaggio al Chelsea. Invece, la crescita è stata inferiore alle aspettative, nonché alla cifra investita.

I Blues gli avevano fatto sottoscrivere un vincolo lungo sette anni, a oltre 8 milioni di euro l’anno, per portarlo a Londra nell’agosto 2018 e metterlo a disposizione di Maurizio Sarri, bisognoso di un portiere che interpretasse in chiave moderna il ruolo.

Una infatuazione tale, da corrispondere ai baschi l’intera clausola rescissoria, pari a circa 80 milioni di euro.

Magari la scomoda etichetta di portiere più costoso nella storia del calcio s’è trasformata in un boomerang. Così, quando il rendimento è calato talmente tanto, a Kepa gli è stato preferito Mendy.

Kepa da rilanciare

In definitiva, forte è la sensazione che al mercato il Napoli non cerchi solo una risorsa che entri in concorrenza con Meret, bensì voglia puntare su un altro estremo difensore, in grado di sovvertire completamente le gerarchie.

Un contesto che privilegia, quindi, l’arrivo all’ombra del Vesuvio di Kepa, titolare di un vincolo in scadenza nel 2025 con il Chelsea.

Il club partenopeo, convinto che lo spagnolo debba solamente cambiare aria per tornare a volare, vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto. Ovviamente, i londinesi dovrebbero contribuire al pagamento del sontuoso ingaggio.

Il primo passo affinchè Kepa ritrovi sé stesso potrebbe essere proprio sbarcare in azzurro. Mettendosi in discussione e recuperando le certezze smarrite in questi ultimi due anni da panchinaro di lusso.

Chissà che accettando la corte del Napoli non dimostri nuovamente di valere la somma da record versata soltanto quattro estati fa.

Per i tifosi napoletani sarebbe sufficiente si sgravasse di questo pesantissimo fardello, tornando ad essere semplicemente un portiere affidabile.

Lo scenario appena descritto, però, ha un’unica difficoltà operativa: a causa dei Mondiali, il calendario del campionato sarà ipercompresso. E prima che termini ufficialmente il mercato, si giocano ben quattro giornate.

Impossibile, dunque, attendere i classici saldi di fine agosto…

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