Si accendono le luci sull’Italia. La Nazionale è tra le prime quattro d’Europa. Nulla ha potuto il Belgio contro questa squadra. Quadrata dal punto di vista tecnico-tattico, nonchè assolutamente preponderante per quanto riguarda la forza mentale. Un gruppo coeso ed equilibrato, in cui i giocatori del Napoli stanno facendo abbondantemente la loro parte.

Il gol con il quale Lorenzo Insigne ha sigillato la vittoria è un concentrato di abilità e convinzione nei propri mezzi: il più classico dei colpi che arricchiscono il repertorio di Lorenzinho. Quel tiro a giro di destro, che si accomoda naturalmente all’incrocio. Lontanissimo dalla mano protesa in tuffo di qualsiasi portiere, pure il più lungo o reattivo.

Nemmeno il gigantesco Courtois, infatti, è riuscito ad arrivarci. Così, mettendo la palla lì dove si spegnevano le speranze di qualificazione dei fiamminghi, Insigne potrebbe avere finalmente tacitato una parte consistente di tifosi e addetti ai lavori. In tanti, decisamente troppi, si ostinano a non considerare il folletto di Frattamaggiore un vero Top Player. Quello che fa più male, la consapevolezza che proprio l’ambiente napoletano sia spesso ipercritico nei suoi confronti.

Insomma, per Lorenzo, è stata veramente la notte dell’orgoglio e della dignità. Un misto tra soddisfazione professionale e rivincita personale.

Un post gara insonne per Di Lorenzo

All’ennesima perla di Insigne fa da contraltare la prestazione decisamente sottotono di Giovanni Di Lorenzo. Che ha complicato la vita a sè stesso ed agli azzurri facendosi infinocchiare da Jérémy Doku, in occasione del calcio di rigore, mettendo in discussione una partita che, alla luce del risultato maturato, sembrava davvero già abbondantemente in cassaforte.

In effetti, il terzino ha sofferto sin dall’inizio le incursioni dell’esterno del Rennes. Il 19enne di origini ghanesi ha smentito bellamente la teoria per cui, in partite del genere, tirate e senza appello, conta moltissimo l’esperienza. Ieri sera era in uno stato di grazia eccezionale.

Ha giocato un calcio semplice, eppure tremendamente efficace. D’altronde, è difficile disinnescare un attaccante che sfrutta la rapidità nel condurre il pallone, cui aggiunge una innegabile sensibilità con entrambi i piedi, senza concedergli alcunchè.

Tutte le caratteristiche di Doku sono propedeutiche a consentirgli di puntare l’avversario e superarlo in dribbling, creando superiorità numerica in fascia. Oppure, accentrarsi, per strappare poi in campo aperto. Un corpo a corpo continuo, con Di Lorenzo. Talvolta ruvido per tentare di avere la meglio sul dirimpettaio.

Senz’altro alimentato da incubi, il post gara del laterale del Napoli…

Leggi anche l’approfondimento sulla situazione contrattuale di Lorenzo Insigne

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