Queste settimane si gioca una partita fondamentale per il Napoli, quella in cui, inevitabilmente, si deciderà una volta per tutte l’orientamento della società sul mercato.

Va ribadito che, al momento, l’unico scenario veramente possibile non contempla alcuna deroga alle linee guida dettate da Aurelio De Laurentiis.

E’ realistico immaginare che quanto imposto a suo tempo alla direzione sportiva dal presidente, infatti, non abbia subito modifiche.

Nemmeno considerando che all’orizzonte si profila l’esordio in campionato degli azzurri.

Immobilismo o strategia ponderata

Lo scenario, dunque, è questo. Adesso occorre comprendere come si muoverà Cristiano Giuntoli in questi quindici giorni, per provare almeno a raccogliere i frutti di quanto seminato finora.

Muovendosi comunque sottotraccia, tessendo e disfacendo idealmente la tela, a seconda delle paturnie della proprietà.

Appare evidente, quindi, che il diesse comincerà ad accelerare i tempi, affinchè i nomi segnati sul suo personalissimo taccuino si trasformino finalmente in contratti sottoscritti e depositati.

Le priorità del Napoli sono note

E’ innegabile che per completare l’organico a disposizione di Luciano Spalletti manchino almeno un paio di tasselli. Se non addirittura tre.

Del resto, a fronte delle partenze di HysajMaksimovic e Bakayoko, non c’è stato nessun innesto di qualità. Tantomeno dal punto di vista meramente numerico s’è tentato di arginare i buchi in rosa causati dalla loro dipartita verso altri lidi.

Al netto delle voci che darebbero pure Kōstas Manōlas con la valigia pronta, sull’uscio del Konami Training Center, all’appello manca sempre un terzino sinistro. Nonché, un altro centrocampista.

Nomi tanti, contratti depositati nessuno

Procediamo con ordine. Pensare che Mario Rui possa coprire da solo lo spot di laterale mancino è un azzardo troppo grosso. Ormai sono risapute le sue virtù. Oltre alle innegabile lacune.

Tantomeno è immaginabile continuare a adattare un destro naturale in quel ruolo. Sia Di Lorenzo, che Zanoli sono soluzioni tampone, buone magari in corso d’opera. Ma una squadra con ambizioni importanti sicuramente non deve accontentarsi di una soluzione arrepezzata.

Necessiterebbe di ben altro anche la mediana. L’infortunio di Demme ha accentuato la mancanza di un alter ego del metodista tedesco. Lobotka ne ha preso la posizione in campo, ma per caratteristiche tecnico-tattiche è tutt’altro che il classico pivote, che scandisce i ritmi del gioco, consolidando il possesso palla.

Ora pare che stia diventando un problema la coppia centrale. Nel senso che, stando ai soliti bene informati, il Napoli aspetterebbe solamente l’offerta giusta dall’Olympiacos per disfarsi di Manōlas.

Il management partenopeo si libererebbe così di un contratto oneroso, che scade soltanto tra tre anni. Poiché i 4,2 milioni garantiti fino al 30 giugno 2024 pesano non poco sul bilancio societario.

Insomma, le distrazioni mercantili sono all’ordine del giorno in casa Napoli. E poco importa che domenica c’è il Venezia

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