Non è mai banale né casuale Aurelio De Laurentiis nei suoi interventi. Così a Palazzo San Giacomo, il presidente si muove a 360°, dallo stadio, alla camorra, passando per Luciano Spalletti. Annuncia di spostare una sede della Filmauro a Napoli, per vivere la squadra almeno tre volte a settimana. Apre la porta a Lorenzo Insigne su un eventuale ritorno, casomai l’esperienza canadese non andasse come previsto. Infine parla dell’allenatore che dovrebbe, a suo dire, tingersi il cuore di azzurro e sentire dentro di sé l’anima di Partenope.

Pecunia non olet

Una cosa è sicura, il tecnico di Certaldo è blindato da un altro anno di contratto e un opzione su un terzo a favore della società. Per esperienze passate, l’allenatore toscano non ha mai rinunciato alle annualità contrattuali, piuttosto è rimasto fermo ad aspettare. Così all’Inter, ma anche ai tempi del primo passaggio alla Roma, tanto da aprire una causa con l’Udinese per ricevere le ultime mensilità.

Molto difficile, dunque, che possa rinunciare agli emolumenti dovuti. Invece, qualora il Napoli pensasse ad un divorzio, si dovrebbe procedere ad una rescissione consensuale.

Nel frattempo, dopo un anno vissuto in albergo, Big Luciano non ha ancora pensato di trovarsi un alloggio definitivo, un segnale di discontinuità e di mancanza di rafforzamento del legame con la città e la sua gente.

Questione fisica da rivedere

Qualche frizione con la dirigenza è comunque emersa. Probabilmente dei ritocchi nello staff del tecnico verranno fatti. Non è un caso che venerdì abbia presentato i suoi uomini in conferenza stampa, a difesa del lavoro e dei risultati ottenuti.

I dubbi sono emersi soprattutto da un punto di vista di preparazione atletica. Il calo di aprile è apparso evidente, senza il quale ora si starebbe ancora lottando per il primato. Da un punto di vista muscolare, grosse defezioni non si sono palesate nel corso della stagione, piuttosto ci sono stati infortuni dovuti da traumi o Covid.

Nella parte nevralgica della stagione, più o meno a fine gennaio, il Milan adottò un richiamo di preparazione, che nell’immediato costò qualche punto, ma che ora sta facendo la differenza su tutte le altre, Inter compresa.

Tanti argomenti, un solo prim’attore

Nella lunga chiacchierata ADL ha smorzato le voci su ingressi nell’organigramma dirigenziale. A conferma che sarà comunque lui a gestire il tutto, come già fa nel business cinematografico, non vuole delegare decisioni né assunzioni di responsabilità.

Poi sullo stadio resta tutto molto aleatorio, più probabile un restyling dell’impianto di Fuorigrotta, si dovrebbe invece trovare una collocazione definitiva per la statua di Diego Armando Maradona, ad ormai sei mesi dalla presentazione. Sarebbe opportuno, nell’anniversario dell’ultimo Scudetto, trovare casa al ricordo de El Diez.

Deve capire, il Presidente, se l’anima di Partenope pulsa nel corpo di Spalletti. Deve capire la tifoseria che futuro aspettarsi.

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