Nelle ultime ore hanno destato “scandalo” le dichiarazioni dell’ex giocatore del Napoli Massimo Mauro , che in occasione della sua presenza negli studi di Radio Deejay, ha esposto il proprio pensiero in merito alle prestazioni della Juventus, la sua squadra del cuore, degli ultimi tempi

Cosa è successo?

La frase incriminata, detta in diretta ai microfoni di Radio Deejay, si riferisce al giocatore Moise Kean:

A Kean andrebbe spiegato che treccine e tatuaggi non servono per giocare a calcio.

Una frase che racchiude tutto il malumore dei tifosi bianconeri, i quali, nella partita contro il Torino, su i social hanno attaccato pesantemente l’ex attaccante dell’Everton.

A quanto si legge infatti, sembrerebbe che i tifosi non siano soddisfatti delle prestazioni del ventunenne, il quale non gioca secondo gli standard della squadra piemontese. A detta di molti, l’acquisto di Kean sarebbe stato uno sbaglio.

Su Twitter si legge anche: ” Le uniche “moise kean skills and goals 2021/22″ sono i suoi Tik Tok, perché ormai è capace a fa solo quello.”

Oppure “Moise Kean adesso sta in qualche isola a godersi la bella vita.”

Quando l’apparenza sovrasta il talento

A quanto pare, nel caso di Keane, è opportuno dire: “L’apparenza inganna”. E’ chiaro che un bel aspetto, lo stile di vita lussuoso e i balli su TiK Tok con milioni di followers a seguito, non sono il sinonimo di talento e capacità di gioco.

Effettivamente, ciò che si recrimina ai giocatori di calcio, sopra tutto negli ultimi anni, è lo sfarzo sfacciato che i ragazzi delle squadre nazionali ed internazionali, mostrano al pubblico, incuranti dei tempi difficili nei quali stiamo vivendo, sopra tutto in chiave economica.

Un altro giocatore che pochi mesi fa è stato sotto la lente del mirino è Lorenzo Insigne, criticato per il suo abbigliamento particolarmente costoso.

Sembrerebbe come se i giocatori di calcio si sfidassero più su i social, a chi conduce uno stile di vita più sfarzoso, che non sul campo di gioco durante i match.

Ed è questo il motivo reale che fa infuriare i tifosi.

Chi segue il calcio, per passione o per diletto, ha voglia di divertirsi, di godere del gioco, cosa che invece, negli ultimi anni non succede.

Cos’è diventato il calcio?

Il calcio è diventato mero business, uno scambio di moneta e non più passione per uno sport.

Questo voler ostentatamente mostrare la fortuna di vivere una vita a cinque stelle, ha portato non solo ad un allontanamento dei tifosi dalle squadre di calcio, ma anche ad una vanificazione dell’importanza dello sport.

Oramai, quando si assiste ad una partita, non si pensa più alla fatica che i ragazzi sopportano per raggiungere un obbiettivo, non si considerano più i sacrifici passati e futuri in quanto, il loro atteggiamento quasi spocchioso, svuota totalmente il senso del loro lavoro.

Ragionandoci, quando si assiste ad una partita di calcio non si prova più l’emozione e il sogno di voler giocare a calcio e diventare un calciatore. Il sogno è quello di guadagnare milioni di euro. A differenza di quando si assiste ad una gara olimpica che riesce a commuovere chiunque la guardi perché la vittoria di una competizione è la realizzazione di anni di sforzi, sacrifici e dolori, il tutto contornato dalla conquista del “sogno olimpico” e non da milioni di euro.

La speranza per il futuro è quella di ridimensionare il tetto d’ingaggi al fine di trovare giocatori che entrino in campo con talento, capacità e amore per i proprio lavoro, ritornando alla umiltà e al calcio del passato.

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