Si conclude la prima tappa. La prima volata. C’è una squadra che tira il gruppo. Non teme il vento e se lo prende in pieno viso. Lo mette alle spalle e viaggia ai 70 orari. Curve o no, il Brasile spinge.
È notevolmente la più forte, la più bella, la più mondiale.
Veder giocare il Brasile di Tite è un piacere per occhi ed anima.
Una terapia per gli amanti del calcio.
Ti riconcilia col demone di un pallone lento, impacciato, mal organizzato e da pareggio eterno.
Il Brasile più che giocare a calcio, si diverte ed emoziona.
Attacca in 11, difende in altrettanti. Sembra l’Olanda del calcio totale.
Non solo propositivo ma anche pressing asfissiante. Allison assiste alla partita senza pagare il biglietto.
La Serbia che non è assolutamente una squadra di secondo piano, anzi e lo vedremo, è costretta a far da sparring partner. Il secondo tempo è messa all’angolo. Una scazzottata continua. Per 50 minuti alle corde. Barcolla di continuo ma ha un tasso tecnico elevato. Rirsce5a difendersi, è organizzata ed ha uomini nei campionati top d’Europa ma non riesce a rispondere.
Finisce 2-0 ma potrebbe essere molto più rotondo il risultato. Un palo, una traversa ed una serie infinita di conclusioni nello specchio.
22 tiri contro 5. 8 nello specchio contro 0 della Serbia. Un primo tempo legato ma un secondo da circo.
Elencare i nomi della rosa verdeoro è un elenco di stelle, si eleva Richarlison. Doppietta ed uno dei due è da figurine panini. Cineteca del calcio.
Neymar jr. esce per una caviglia gonfia al 80′ entrano altri fenomeni.

Finisce la prima tappa ed il Brasile è innanzi a tutti.
Spagna e Francia avevano contro Australia e Costarica, la Serbia è davvero altra cosa.
Basta un tempo per conferire il premio della critica e l’ Oscar di miglior attore protagonista.
Una persona a me carissima mi ha sempre detto, la PERFEZIONE NON ESISTE , questo Brasile la ricerca di continuo.
La vedremo.

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