Il Napoli è ospite di una fiera. Espone e nello stesso tempo assiste.
Il mercato non riposa mai. Mentre si ha tutto c’è sempre qualcosa che va rivisto, rivalutato magari acquistato.
Il supermercato delle occasioni ha tirato su le serrande e chi vuole può iniziare a far offerte.
Il calcio è un’asta perenne. Tutti e tutto hanno un prezzo. Un costo politico ed uno finanziario.
La SSC Napoli è nelle mani di un uomo saggio e capace.
Uomo di indagini attente e certosine. Lavorare nel silenzio, all’ombra di un patron come De Laurentiis non deve essere compito agevole, Giuntoli ci riesce e ci riesce bene. Immaginiamo dorma molto poco, impegnativo il ruolo di un dirigente d’azienda stile Napoli 5.0.
Sulla corda e fiutando gli affari possibili.
Anguissa, Lobotka, Kvaratskhelia, Osimhen, Kim, sono capolavori da galleristi capaci. Molti possono comprare i top, pochissimi sanno dove scovare un top che è nascosto o in divenire.
Giuntoli in questo è un visionario. Scovare e scommettere su Kvara era funambolismo puro.
Gli è riuscito.
Intravedere in Anguissa il profilo del top player, nel suo momento down, era da visionario. Credere che Kim fosse uno che non fa rimpiangere Koulibaly era un azzardo anche questo riuscito.

Non basta. Non basta il passato. L’azienda Napoli non può arrestarsi.
A differenza di quanto insegna la Mindfulness, le aziende devono ogni giorno guardare al futuro, programmare e progettare.
Immagino dorma davvero poco Giuntoli, immagino sia già a lavoro fiutando in qualche parte del mondo il prossimo Insigne, il prossimo Mertens.

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