E’ terminata 1 a 0 Napoli-Juventus, in uno stadio Diego Armando Maradona che mai come ieri aveva bisogno del suo pubblico. Le critiche restano, le parole lasciano però spazio ai fatti in un momento tanto delicato per la società del patron Aurelio de Laurentiis. Come una saetta in casa bianconera, la sconfitta di ieri per la Juventus di Andrea Pirlo sancisce di fatto uno svantaggio importantissimo in termini di scontri diretti.

Nonostante tutto, il Napoli ha vinto la prima tranche di una sfida che dura 180 minuti. In casa propria ha imposto il marchio che deve contraddistinguere la compagine azzurra sempre: lo stoicismo. Perché le partite, amici, sono una storia a se e non si vincono per forza con le statistiche, ma con i goal. E ieri i partenopei ne hanno fatti più della Juventus. Questo è un pragmatico ed indiscutibile dato di fatto. Ma Napoli-Juventus del 13 febbraio 2021 non dice solo questo, sono troppi i significati di un match sempre affascinante in questo periodo storico azzurro. E ne ho buttato giù qualcuno, alla vecchia maniera, nero su bianco, con un foglio e una penna ad aiutarmi, per confrontarmi con voi. Buona lettura.

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Una squadra compatta

Potremmo parlare dei tecnicismi in prima battuta, ma il big match del 22° turno di Serie A ha dato delle chiare risposte ai santoni che vedevano alla deriva alcuni elementi della squadra, che con caparbietà hanno zittito tutti. Il rigore del capitano è stato un peso senza eguali, dopo il madornale errore in Supercoppa che lo ha destabilizzato per le partite successive, Insigne ha preso il coraggio dei campioni e lo ha tradotto in fatti. Lorenzo sempre sotto i riflettori, ma in negativo, ha trovato tutto il sostegno di compagni e mister. Qualche tempo fa scrissi un’editoriale dove invitavo a smettere di accusare a prescindere un uomo che vuole solo far bene.

Ieri ha raggiunto le 100 reti in A, probabilmente se El Diez fosse ancora su questa terra oggi avrebbe inviato uno dei suoi soliti messaggi di complimenti. Ma ieri forse Maradona ha fatto di più, con la sua mano ha tenuto bassa quella palla perché diciamocelo, per una milionesima frazione di secondo sembrava quasi volesse stamparsi sulla traversa.

La difesa del Napoli ieri ha dato delle grandi risposte, tutta la squadra si è sacrificata. Rrahmani finalmente è uscito dal guscio, ritornando il giocatore che è stato acquistato dal Verona. Monumentale, sempre attento, presente, concentrato ed efficace nei duelli aerei. Testa alta ed Amir, per me, si porta il premio di migliore in campo…in assoluto. Poi c’è quel Meret, il gatto di cui parlai qualche mese fa. Costretto a prendere le veci di un Ospina infortunatosi, perché per gli azzurri la sfortuna non è mai troppa, e ricoprendo il suo ruolo con sicurezza e la proverbiale reattività che lo contraddistingue.

Tutti han fatto la loro parte in un incontro votato alla fase difensiva. Da Lozano che contiene Cuadrado fino all’ultimo secondo, al Bakayoko forse in una delle sue migliori prestazioni con la maglia azzurra, tutti bravi. El Chucky merita un encomio in particolare, quello della perseveranza, incredibile lo spirito di sacrificio negli ultimi minuti con una gamba letteralmente in mano. Quell’urlo mentre spazzava via la palla è stato emblematico. Maksimovic? Un giocatore diverso da quello che siamo stati condannati a guardare nelle scorse apparizioni.

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I tifosi

Quando si gioca Napoli-Juventus la città si ferma, ma ieri più che mai nessuno si aspettava la vittoria. Oggi a Parthenope si respira un’aria diversa, calma. È uscito il sole sulle nostre teste dopo la tempesta di ieri. Le folate di vento sono diminuite. Un caso? Chissà, ma sembra quasi un segno. Fatto sta che gli animi si sono placati. Ieri un milione di napoletani davanti la tv hanno messo piede in campo e dato una mano ai ragazzi.

Si son congelate, almeno per il momento, le critiche pesanti alla società, ai ragazzi che adesso più che mai meritano il sostegno dei tifosi. Si, perché i tifosi questo fanno, sostengono la loro squadra, incitano i calciatori con tutto il cuore. A nulla servono le ingiurie a tecnico e calciatori perché sennò, cari sostenitori del Napoli, cambiate squadra.

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Gennaro Gattuso, la forza di mantenere l’integrità

Il titolo di questo paragrafo è voluto, in modo forte e deciso. Ho sempre sostenuto Ringhio. La scelta di De Laurentiis di chiamare Gennaro Gattuso è stata intelligentissima. Perché? È chiaro che per ricostruire uno spogliatoio a pezzi causa dissidi con Carlo Ancelotti serviva un profilo del genere. Uno che ha vinto qualsiasi titolo e con un carattere arcigno, con il pugno duro.

Le parole che sono volate in questo periodo mi hanno sconcertato. Deluso direi. Gennaro Gattuso è un uomo importante per il Napoli, prima, oggi e forse anche domani. La sua tenacia si è sempre notata, nel match di ieri sembrava quasi voler tornare agli anni rossoneri. Ringhio deve essere supportato, la squadra ha sempre confermato di essere con lui, e questo è un fattore fondamentale.

Napoli-Juventus è stata la sua rivincita personale, ma non per la sconfitta in Supercoppa. Lo è stata per mettere a tacere il gossip. Questo vociferare alla Alfonso Signorini quasi da prima pagina di Chi. Il calcio, quello degli uomini, è un’altra cosa. E Gattuso lo incarna al 100%.

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Il momento

Giovedì ci sarà un match di alto valore, simbolico. Contro il Granada il Napoli ha bisogno di confermare che il gruppo ha subito un processo di mindset in positivo dimostrando che tutto è possibile, anche con i big fuori. Il campionato per gli azzurri è a un crocevia, ancor più di quanto lo fosse prima della partita di ieri.

Dopo l’incontro di Europa League ci sarà un filone di 5 partite che, sulla carta, sono passibili di vittoria. Successivamente i ragazzi dovranno affrontare un tour de force in termini di pressione contro Milan e Roma fuori casa. Per far sì che si arrivi a San Siro con una reputazione intatta e da grande società non occorre solo far bene. Si, serve il supporto di tutti.

Grazie.

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