Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Brescia, ex Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio CRC, “Si Gonfia la Rete, trasmissione condotta da Raffaele Auriemma, e parlando del campionato, ed in prospettiva, sui giovani da lanciare, si e’ cosi espresso:

Perinetti, Sulla politica dei Giovani

“Il tuo e un ragionamento molto interessante, Finalmente c’e’ lo cominciamo a chiedere, ci son volute due delusioni Mondiali, per capire, probabilmente, che la nostra strada è sbagliata. Ho sentito anche il responsabile giovanili azzurri, Viscidi, ed ha fatto una riflessione molto seria, ed io direi finalmente, visto che lui e responsabile dal 2010, ed  suoi interventi a Coverciano, non sembrava di questa idea,  che poi si manifesta oggi, dove bisogna riscoprire il talento, il calcio di “strada”, cioè cambiare i criteri di formazione dei nostri giovani .possibile che non si può’ sbagliare piu’?Mentre dobbiamo seriamente cominciare a vedere come formiamo i nostri giovani cercando di far crescere questi ragazzi. Tu hai detto bene, quando ero dg del Napoli, all’ epoca c’era Angelo Benedicto Sormani, c’era Abbondanza, Massa, De Lella, tutti grandi maestri di Calcio, ma non maestri di tattica, maestri di istruzione, noi abbiamo bisogno di gente che riscopra il calciatore come individuo, che gli consenta di esprimersi, che non lo mortifica quando tenta un dribbling e perde palla, ma lo incoraggia a riprovare ed a creare quelle situazioni che poi esaltano il calcio. Oggi il giocatore, bravissimo il Napoli ad individuarlo, ed assicurarlo e Kvaratskhelia, ma questo ragazzo ha la capacità, in velocità, di saltare l’uomo, ed il dribbling noi non lo vediamo in Italia da anni, e pensate che nelle formazioni giovanili , esempio, il dribbling e considerato qualcosa di scandaloso, ed infatti si dice sempre scarica, come se fosse un errore farlo!. Così abbiamo creato polli d’allevamento. Io credo che bisogna rivedere questo concetto, ritrovare la cultura della tecnica, per migliorarsi sempre ritornare ai livelli di un tempo.”

Sulla formazione dei giovani talenti

“Scusa se ripeto il concetto, ma si e troppo vittima del risultato gia’ dalle giovanili, quindi, se noi sosteniamo il concetto di tattica, a scapito del concetto di tecnica, e chiaro che poi il prodotto, che arriva alla Serie A e poi alla Nazionale, e chiaro essere un prodotto più scarso, Mancini., gioca con il 30% di italiani in Serie A, e questo è un dato avvilente, per una Nazionale che è sempre stata all’ avanguardia, ora ci sono tante implicazioni per questo, i problemi dei trasferimenti, che è più agevole comprare un calciatore all’ estero piuttosto che in Italia per via delle garanzie che devi dare in Italia, che all’ estero non devi dare, il decreto crescita,, sono tante,  ma io credo che dobbiamo, prima di tutto, rimettere al centro del valore di un giocatore, che si appresta a crescere nel mondo del calcio, il lato tecnico. Dop ci sara’ quello fisico, poi ci sara’ quello tattico, ma il primo deve necessariamente essere tecnico per giudicarne le sue qualita’, questo aiuta a portare calciatori che possono divertire il pubblico, ad essere più offensivi, a divertire di piu’ la gente allo stadio, ma anche allenatori aiutando lo sviluppo più offensivo e portare poi intensità maggiore, perché poi con l’estro noi paghiamo anche un fatto fisico, tipo, gli altri si allenano e giocano la domenica ad alta intensita’, e noi invece usiamo l’allenamento blando, per tenerli freschi la Domenica, anche questo a mio avviso, e un concetto da rivedere”

Sulla costruzione di una squadra oggi

“La strada è quella di ridimensionare, quella di investire, di avere intuizioni, quello di avere la capacità di esaltare lo shooting, rendendosi conto che oggi, anche spendendo cifre, non si riescono , a portare in Italia, giocatori che davvero siano decisivi, cioe’ noi prendiamo giocatori importanti ma di nome, di carriera, ma non portiamo giocatori veramente in grado di trasformare la squadra, per cui, credo che la strada sia nell’ammettere i propri limiti, in questo momento, economici, e quindi sviluppare le capacità di trovare giocatori di qualità’, e di farli crescere, questo deve essere il nostro percorso, ripeto, oggi nessuno in grado di acquistare quei tre/quattro giocatori in grado veramente determinare il campionato di una squadra”

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