A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto il Professor Walter Della Frera, membro della commissione medico-scientifica FIGC in rappresentanza dell’AIC.

“Nuovo protocollo? Il problema principale era la non uniformità delle decisioni delle ASL. Da mesi chiedevamo la possibilità di un’uniformità di intervento per non creare disparità. Aver ottenuto questo risultato è una soddisfazione ma è anche importante perché mette dei paletti chiari e ben precisi, sperando che tutti venga ratificato dal CTS. Tutto deve andare di pari passo con la regolarità delle partite, da unire alla tutela dei calciatori.

Il calcio non è superficiale per il problema COVID-19 ma ha dovuto fare i suoi compromessi, come tutta la società civile. Se volevamo tutelare al 100% dovevamo tornare al lockdown che però avrebbe fatto saltare l’economia della Nazione. Abbiamo cercato di rendere il rischio il minore possibile adottando un protocollo che facesse rischiare il meno possibile. La quarantena soft si è poi integrata con la quarantena del Governo per tutti i cittadini. Io credo che il nostro protocollo vada in questa istanza: tutelare ma con buonsenso e non con rischio zero. Vediamo magari soggetti negativi che poi diventano positivi. Questo avviene un po’ in tutta la società civile e non solo nel calcio.

Il peggio è passato? Il virus potrebbe avere altre varianti e sta ancora mettendo il sistema sanitario in difficoltà. Quindi ovviamente se guardo alle percentuali dei calciatori vaccinati, il 98% circa, direi che siamo a buon punto. Sappiamo però che anche i vaccinati possono contagiarsi e finire in quarantena. Bisogna rispettare le regole che sono state date come lavarsi le mani spesso e mantenere una distanza, indossando la mascherina”.

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