Umberto Chiariello, giornalista di Canale 21 e conduttore della trasmissione sportiva Campania Sport, nel suo editoriale, si schiera dalla parte di Spalletti .ma chiede risposte al tecnico, su alcuni quesiti inevasi da parte dell’ allenatore azzurro in merito al crollo psicologico ed errori tattici che hanno portato il Napoli, ad abbandonare la corsa al titolo:

Campionaticchio, ribadisco il concetto già espresso la settimana scorsa. Oggi se qualcuno potesse avere ancora dei dubbi su questa affermazione se li deve avere tolti per forza. Oggi sono andate in scena due situazioni similari. Da una parte c’era il Milan che a Reggio Emilia giocava anche per il pareggio, ma dopo 10’ si era già capito che il Sassuolo era rimasto negli spogliatoi. A Milano c’era l’Inter con la Samp e si era capito facilmente che quella partita sarebbe stata una goleada. In Premier c’era invece un duello meraviglioso tra City e Liverpool, io ho quindi abbondonato il campionato italiano e mi sono sintonizzato su quello inglese. E’ stata una goduria assoluta, fino al 60’ il City stava strappandosi lo scudetto dal petto perché perdeva contro l’Aston Villa 2-0, il Liverpool però non stava vincendo contro il Wolverhampton. Ad un certo punto però Guardiola mette in campo Gundogan e il City rimonta e fa 3-2 e dall’altra parte il Liverpool replica facendo 3-1, finisce con la squadra di Guardiola campione e la Kop che attribuisce un grande applauso alla squadra di Klopp, sperando nella vittoria della Champions contro il Real di Ancelotti. E’ stato calcio vero e bello. Noi un campionaticchio, c’è stata una differenza abissale.

L’ha vinto il Milan, la squarda sulla quale non avevo mai creduto ma non ero il solo. Non era la squadra più forte, forse era la quarta squadra italiana. L’Inter si è strappata per davvero lo scudetto dal petto a Bologna, Napoli e perfino Juve e Atalanta sembrano migliori. Il Milan non è stato neanche il più bravo, questo campionato non l’ha vinto il migliore, ma quello che ha fatto meno fesserie. Il Napoli, che ha fatto errori incredibile, è stato aspettato ben tre volte. L’uomo simbolo di questo scudetto è stato Maldini, che ha inciso enormemente con il mercato che ha fatto. Ha sostituito Donnarumma col giovane Maignain e ha preso l’anziano Giroud, l’azzardo si è rivelato vincente. Questo scudetto del Milan è di igiene mentale per il calcio italiano. L’altro merito di Maldini è stato quello che quando i rossoneri sono stati vessati dagli errori clamorosi degli arbitri, come in Milan-Spezia, di tenere i toni bassi. L’arbitro di quella partita, che poteva incidere sullo scudetto, oggi ha fatto il tifo per il Milan per non essere ricordato per quell’errore. Un altro arbitro continua invece a incidere sul campionato italiano, Orsato, che si sente un grande arbitro ma non lo è. Non ha dato un rigore clamoroso a Osimhen in Napoli-Milan, e ha dato un gol irregolare al Milan contro l’Atalanta per un colpo da Kung Fu come fu quello di Pjanic. E’ ora di dismettere questo arbitro.

L’uomo della svolta è stato però Ibra, al dodicesimo titolo. E’ riuscito ad incidere anche non giocando ed io penso a quelle parole profetiche di Ancelotti, che diceva che a Napoli ci voleva un leader come Ibra. Il Napoli l’aveva preso, ma Gattuso non l’ha voluto. I leader servono in una squadra, sarà capace De Laurentiis di capire questa lezione? L’uomo dell’anno è stato Maignain, è stato l’anno dei portieri e dei loro errori. Nella stessa domenica c’è stato il corto circuito di Meret, Radu e Terracciano che col suo errore ha regalato la vittoria al Milan. Maignain è stato strepitoso, lui ha messo le mani sul campionato. E poi l’allenatore, sembrava già cacciato, Pioli invece ha usato il buon senso. Ha saputo gestire una squadra in crescita con tanti giocatori non da scudetto. Ha saputo portare la barca fino alla fine con giudizio, senza fare grandi errori. Questo chiama in causa il nostro allenatore.

Terzo posto, 79 punti, tutte vinte le ultime quattro, oggi con le riserve domina facilmente a La Spezia. Dobbiamo essere felici? Io no! Poi per carità col terzo posto e il ritorno in Champions la stagione è tutt’altro che fallimentare, è buona ma non ottima. Non è stata la stagione che poteva essere, ha fatto due punti e due posizioni in più di Gattuso, ma ne ha persi 9 tra Spezia ed Empoli. Nel tritico fondamentale ne ha persi ben 8, c’è tanto rammarico soprattutto vista la tanta differenza che si è vista oggi con lo Spezia. Può mai essere che il Napoli perda con lo Spezia? Si è vero ci ha perso anche il Milan, ma lì ha inciso l’arbitro mentre con noi no, ma ha inciso l’insipienza del Napoli a non battere lo Spezia. Ora dobbiamo però essere tutti con Spalletti. Uno perché è l’allenatore del Napoli e c’è bisogno di avere continuità tecnica e secondo perché sta facendo da baluardo a De Laurentiis per la conferma di alcuni giocatori fondamentali, se si vuol proseguire a livello competitivo. Il Napoli non può perdere contemporaneamente Ospina, Koulibaly, Osimhen, rifonderebbe in una maniera avventurosa e sarebbe un disastro.

Spalletti ha tutta la nostra vicinanza rispetto alla sua battaglia con la dirigenza per mantenere l’ossatura base. Però ci deve rispondere a due cose che ha detto in conferenza stampa ieri. Alla domanda: ‘Mertens lo vuoi non lo vuoi?’, lui ha risposto che ha detto a De Laurentiis può rimanere. Ma tu lo vuoi? Forse se dici così è perché per te non è fondamentale. Se perdi un altro leader come Mertens, un uomo che ha impattato sul campionato con 11 gol giocando pochissimo, si parte col piede sbagliato. La seconda e definitiva cosa è stata che Spalletti si è detto rammaricato, che ci ha provato alzando anche i toni. Forse quello è stato l’errore, così come ha fatto Gattuso col Verona, hai dato troppa responsabilità ad una squadra che anche oggi ha dimostrato che quando gioca libera di mente non ce n’è per nessuno. Quando non è invece libera di mente si blocca e non rende. Forse in questo hai fatto un errore clamoroso, quando hai parlato di storia, di occasione della vita e hai caricato di troppi significati delle partite che andavano semplicemente vinte. Però hai detto: ‘C’è qualcuno di loro che non ci ha creduto’. Allora noi non vogliamo i processi in pubblica piazza e i pennoni sui quali appendere quelli che non ci hanno creduto, ma questi devono andare via da Napoli. Tu sai chi sono e devono andare via, perché a Napoli vogliamo quelli che abbiano lo stesso furore agonistico dei ragazzi della Salernitana che hanno onorato la maglia. Gente che non ci ha creduto, ha detta dell’allenatore, non merita la maglia azzurra!”.   

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