Sono insieme da una vita, calcisticamente parlando. Gli uomini che fanno da supporting cast a Luciano Spalletti condividono da almeno vent’anni gioie e dolori con il tecnico di Certaldo. Un legame indissolubile, fuori e dentro il terreno di gioco. Capace di legare, non solo professionalmente, nella buona e nella cattiva sorte, Lucianone ai suoi più stretti collaboratori: Marco Domenichini, Daniele Baldini e Alessandro Pane.

Un rapporto idilliaco, che nasce ad Empoli. Del resto, la cittadina alle porte di Firenze è stata per tutti il posto dove hanno svoltato le loro carriere.

A completare il gruppo ci sarà anche David Pizarro, che non fa parte del circolo magico nato negli anni ‘90 in seno al club del presidente Corsi. Ma saldamente legato a Spalletti in virtù delle stagioni condivise a Udine e Roma.

I due vice di Spalletti

Formalmente, i due vice allenatori saranno Pizarro e Domenichini.

Il cileno è stato uno dei migliori interpreti del calcio di Spalletti: un binomio vincente, che in Serie A ha fatto le fortune prima dell’Udinese e poi della Roma. Era la mente pensante di quelle squadre. Il dispensatore di gioco. Quello cui affidare la palla quando bisognava costruire dal basso, piuttosto che gestire il possesso, scandendone ritmo e intensità.

El Pek, diminutivo del vezzeggiante pequeño (tradotto letteralmente dallo spagnolo, “il piccolo”), ha superato con successo il SuperCorso di Coverciano Uefa Pro. Adesso comincia una nuova avventura, all’ombra del suo mentore.

Domenichini, invece, è il fidato vice. Quello storicamente più vicino a Spalletti, con il quale ha condiviso tutte le esperienze in panchina. Sin da quando allenava la Primavera dell’Empoli. Anche durante le partite, interagisce con lui su cambi e scelte tattiche. La “spalla” ideale, dunque, per ottimizzare il lavoro di campo. Scandendo con ossessiva maniacalità i ritmi svolti durante gli allenamenti quotidiani.

I collaboratori tecnici

Pane e Baldini sono accomunati dal medesimo percorso. Ovvero, hanno una solida carriera da calciatori alle spalle. Ora collaborano attivamente sul campo con Spalletti per preparare esercitazioni specifiche, relative alla fase di possesso o non-possesso.

In questi due decenni abbondanti non sono stati sempre insieme. Anzi, nell’esperienza allo Zenit c’era solamente Baldini. Ma la simbiosi lavorativa non s’è mai affievolita.

Entrambi svolgono un ruolo fondamentale, non soltanto negli allenamenti. In effetti, la loro collaborazione si manifesta a trecentosessanta gradi, affinchè poi il titolare della panchina possa metabolizzare tutte le informazioni veicolate dallo staff, prima di prendere qualsiasi tipo di decisione.

Pane ha già lavorato come responsabile diretto di una squadra con Ascoli in B. Oltre a Reggiana, Spezia e Pisa in Lega Pro. Inoltre, nel biennio 2013-15 ha lavorato per la Federazione, allenando l’Under 19 dell’Italia, nonché facendo da vice per l’Under 18.

Si è unito allo staff di Spalletti nel 2016 alla Roma. E da quel momento lo segue ovunque, curando con certosina applicazione le fasi di transizione, positiva e negativa.

In tanti ricorderanno Baldini innanzitutto come il capitano e la bandiera dell’Empoli, che ha traghettato i toscani dalla serie C fino alla A. Indimenticabile il gol salvezza, in pieno recupero, contro il Vicenza, alla penultima giornata del campionato 1997-98.

Sfortunato nell’esordio come allenatore in prima, nella stagione 2003-04: uno scarno ruolino di marcia, 2 punti in 6 partite, gli costò l’esonero. Dopo quell’assaggio di titolarità, ha deciso di seguire Spalletti sin dalla prima esperienza romana. Lavora essenzialmente sui movimenti della difesa, fornendo le giuste indicazioni sui principi della marcatura diretta e della copertura reciproca all’interno della linea.

Il “maestro” dei portieri ed i Prof.

Alejandro Rosalen Lopez negli ultimi otto anni ha contribuito alla crescita dei portieri della Fiorentina. Punto di riferimento per tutti gli estremi difensori gigliati che nel tempo si sono allenati con lui, ha resistito ai numerosi esoneri che hanno caratterizzato la gestione tecnica della Viola. Restando al suo posto, nonostante i continui avvicendamenti in panca.

Nato a Valencia, dove ha iniziato a giocare come portiere, smette presto, a causa di problemi fisici alle ginocchia. A quel punto, sceglie di seguire la carriera accademica presso la locale facoltà di Scienze Sportive ed il Master per preparatore dei portieri della federazione spagnola.

Da lì in avanti, è stato un crescendo continuo: ha iniziato a lavorare al Valencia. Poi è andato in Ungheria, al Videoton, dove incontra Paulo Sousa, che poi l’ha voluto fortemente in riva all’Arno.

Oltre al classici lavori funzionali a consolidare la tecnica della parata in tutte le sue sfaccettature e situazioni, lo spagnolo mira a perfezionare l’uso dei piedi nei suoi “allievi”. Una situazione tipica del calcio moderno, finalizzata a favorire la partecipazione attiva del portiere nella risalita della palla dal basso.

Per quanto riguarda i preparatori atletici, Marcello Iaia è organico allo staff di Spalletti dal 2016. In precedenza, aveva maturato una esperienza importante al Manchester United, sotto la gestione di Sir Alex Ferguson. Inoltre, ha lavorato per la nazionale keniota di atletica leggera.

Francesco Sinatti rappresenta un gradito ritorno. Ex Napoli ai tempi di Maurizio Sarri, non l’ha seguito in Inghilterra ed alla Juve. Eppure, ha lasciato un ricordo talmente nitido nei calciatori partenopei, che alcuni pare si siano fatti portavoce con la società, perorandone il rientro a Castel Volturno. Dove, agli ordini del Comandante, lavorava soprattutto con il gps ed i droni, leggendone ed interpretandone i dati in ottica dell’impegno agonistico.

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