Dopo la conferenza stampa fiume del patron De Laurentiis, aspettiamo con trepida attenzione la presentazione ufficiale del prossimo allenatore Spalletti, con la ferma convinzione di avere le idee più chiare questa volta. È si, perché
l’impressione rimasta in molti sportivi napoletani, è la stessa che il grande Peppino De Filippo lasciava, nel suo celeberrimo: “E ho detto tutto…“. Subito incalzato dall’intramontabile Principe De Curtis, con un: “E non hai detto niente!“.
In effetti la sensazione è che ADL abbia parlato per due ore, per non dire nulla o quasi, imbonire gli astanti con tante belle parole, ma poca sostanza. Qualcosa a leggere tra le righe è emerso, primo punto che Gattuso non sarebbe
stato rinnovato anche in caso di vittoria di campionato. Ma su questo nutriamo forti dubbi.

Secondo punto, che davanti ad offerte congrue nessun top player in rosa è considerato incedibile, e su questo siamo più convinti che abbia detto la verità. Anche se offerte folli in questa sessione di mercato non ce ne saranno.

Terzo punto, e questo non ci è piaciuto per niente: sarà quel che sarà. No, non sarà quel che sarà, se c’è un punto fermo nel Napoli, è e deve essere Lorenzo Insigne: soprattutto dopo quello che ha fatto vedere in Nazionale, il Capitano che sta portando il nome di Napoli, così in gloria in tutta Europa, non può essere trattato
come uno dei tanti. Non stiamo parlando, con tutto il rispetto, di Arek Milik, del quale abbiamo accettato i giochi contrattuali. Qui parliamo del numero 10 azzurro e di come ha detto poco fa Aurelio di un prodotto del vivaio di Napoli.

Ci preme sottolineare che Insigne non si è stufato di Napoli, come ha detto ora il Presidente, né tra l’altro ha mai parlato di questo, ovvio che in questo momento la sua testa sia alla prossima partita, la Spagna e la possibilità di entrare nella storia. Vorremmo volentieri evitare queste schermaglie dialettiche, che Napoli e il suo capitano non meritano, e siamo certi che la parola fine a questa vicenda venga messa dal buon Luciano, che dopo l’esperienza Totti e Icardi non vorrà certo rivivere lo stesso copione.

In attesa della sua presentazione, ormai a breve, siamo certi che tanti nodi saranno sciolti, ma Insigne oggi è un patrimonio nazionale, e come tale va trattato, soprattutto in considerazione del fatto che alle spalle potrebbe esserci un Barcellona, non certo l’ultima arrivata.

Infine un quarto punto colto nella conferenza stampa di De Laurentiis sul quale vale la pena tornare sopra: per sua stessa ammissione il presidente sarebbe sceso nello spogliatoio durante l’intervallo di Napoli Verona. È ovvio che quella partita è una ferita ancora aperta, nel cuore di tutti i napoletani, ma caro Presidente nello spogliatoio durante le partite non si mette piede: lo spogliatoio resta un luogo sacro durante un incontro, in cui solo calciatori e allenatore sono ammessi, perché solo loro, al di là del risultato, stanno vivendo quel momento, soffrendo e sputando sangue, poi nel bene o nel male, ne subiranno le conseguenze.

Tra l’altro, credo che Edoardo De Laurentiis, fu reo dello stesso episodio nella partita che poi portò all’ammutinamento. I giocatori avranno tutti i difetti del mondo, ma dubito che una trentina di persone contemporaneamente impazziscano; ci sono delle regole non scritte, che a distanza di tanti anni non possono essere violate, e la sacralità dello spogliatoio è una di queste. In questo il calcio inglese docet e mi auguro, ma sono certo, che Luciano Spalletti sappia mettere ordine, lui che queste dinamiche le conosce bene, prima di iniziare la stagione e prima che vengano commessi danni irreparabili.

Caro Presidente, faccia il suo mestiere, noi faremo il nostro. E ho detto tutto…

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