A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fabio Ciciliano, dirigente medico Polizia di Stato, membro e segretario del CTS.

“I contagi aumenteranno assolutamente, siamo arrivati al massimo record di contagiati e abbiamo a notare anche un incremento importante del numero dei decessi. Abbiamo raggiunto anche il numero massimo di test effettuati da inizio pandemia, quasi un milione e 300.000. I numeri aumentano, non è un segreto. Nelle prossime settimane ci si aspetta un ulteriore incremento, con aumentato impatto sui sistemi sanitari con ricoveri ordinari o meno.

Perché la Serie A non si ferma? Io mi limito a fare una valutazione di carattere tecnico. La cosa importante è che i calciatori positivi osservino i periodi di quarantena in caso di contatti stretti e di isolamento in caso di positività. L’aspetto più importante è ovviamente la riduzione della capienza degli stadi. A fronte di 100-200 persone coinvolte nelle competizioni ce ne sono centinaia di migliaia che contribuiscono alla diffusione del virus frequentando gli stadi. Bisogna vederla dal punto di vista di chi produce e di chi apprezza il calcio.

Ovviamente stiamo registrando un’impennata nel numero dei casi legata alla variante Omicron. Indubbio che però a questo incremento non corrisponde lo stesso identico tipo di crescita dei ricoveri rispetto all’anno scorso. Non c’erano le vaccinazioni e questa nuova variante. Si può vivere tutto sommato in maniera normale, il Paese in effetti è aperto mentre l’anno scorso era chiuso. Questo lo si può attribuire alla campagna vaccinale contro il COVID-19 che ha sortito effetti molto positivi. Resta purtroppo una quota di popolazione che ha deciso di non vaccinarsi per svariate motivazioni più o meno opinabili, queste sono le persone maggiormente vulnerabili. I ricoverati sono essenzialmente pazienti non vaccinati.

Senza i no vax saremmo già vicini alla fine del COVID-19? Con il passare del tempo aumentano le conoscenze scientifiche del virus e del quadro clinico che determina. Con la nuova variante è aumentata la circolazione virale ma anche diminuita la capacità di procurare una malattia importante. Nei prossimi tempi, magari in Primavera, potremo cercare di trovare una nuova definizione di normalità. Perché sicuramente la normalità del 2019 per qualche anno la dovremo dimenticare”.