Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli, ai tempi dei trionfi con Maradona, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, analizzando, su domande specifiche, il momento del Napoli società’ e del Napoli squadra, senza pero, come di suo solito, essere invasivo nelle scelte societarie.

Senza dimenticare che l’Ing. Corrado Ferlaino, che oggi si definisce “il tifoso” del Napoli, e stato il Presidente che in bacheca, porta in dote, gli unici due scudetti del Napoli (1987 e 1990), l’unico trionfo europeo con la conquista della Coppa Uefa (1989), una Supercoppa Italiana (1990), ed una Coppa Italia (1987)

Corrado Ferlaino alla GdS…

Caro il nostro tifoso: come si è spiegato il finale dello scorso campionato col sogno scudetto svanito sul più bello?

“Il dispiacere è stato tanto. Ma al tempo stesso so benissimo che per dare giudizi bisogna stare ‘nello’ spogliatoio e comunque conoscere tutte le dinamiche che lo caratterizzano. E allora mi freno dal tirare facili conclusioni. Dico soltanto che quella conoscenza ci permise di capire, a suo tempo, perché si perse lo scudetto nell’88 dopo aver vinto nell’87. E infatti abbiamo continuato a vincere in Italia e anche in Europa. Mi auguro che De Laurentiis abbia fatto al proprio interno l’analisi giusta, per correggere gli errori e ripartire”.

La convince la strategia di mercato del Napoli?

“Le rispondo con un antico detto napoletano: “’O sparagno nun è maje guadagno”. Cioè il risparmio non è mai guadagno. Entrando in Champions al club arrivano almeno 50-60 milioni di euro, cercare solo di tagliare gli ingaggi e finire per perdere giocatori anche importanti, significa che nel prossimo campionato fai fatica a rientrare fra le prime quattro, visto che le romane, l’Atalanta e la Fiorentina sono ambiziose e stanno investendo. Così facendo si rischia in futuro di non rientrare in Champions. E questo sappiamo che per le casse di un club è deleterio”.

Lei chi avrebbe tenuto?

“Ho un cruccio per Mertens. Per assurdo capisco di più la situazione di Insigne, maturata molto tempo prima. Ma perdere un giocatore di questa personalità, uno legato e innamorato della città non lo concepisco. Un belga-napoletano che vive a Palazzo Donn’Anna, dove vorrei abitare anche io, uno dei posti più belli che ci sia. Un ragazzo intelligente, un attaccante ancora integro. De Laurentiis è stato molto furbo con quella visita che gli ha fatto a casa. Ma con un rinnovo in ballo non si può andare solo per festeggiare la nascita di un bimbo… Con tutto il rispetto”.

Teme parta anche Koulibaly?

“Avevo già detto proprio alla Gazzetta che per il futuro sarebbero serviti più giocatori di personalità. Il senegalese è fra quelli, perderlo sarebbe negativo per tutto l’ambiente. Spalletti è bravo tecnico ma gli va dato anche un organico adeguato”.

I nuovi acquisti?

“Mi auguro siano forti ma li conosco poco. L’uruguaiano come scuola è una garanzia, dalla Georgia non è che siano arrivati grandi campioni, speriamo bene. Piuttosto si parla di norvegesi ma non mi pare che la loro nazionale brilli per risultati. Troppe lingue? No, parlo di qualità. Dicono che ancora Osimhen non parli italiano. Va bene anche così: il centravanti deve parlare in campo con i gol”.

Consigli per De Laurentiis?

“Giusto darli se vengono richiesti. E il presidente non li chiede certo a me. Lui è convinto di essere il migliore”.

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