Il Napoli ha esordito in Coppa Italia con una vittoria, che significa aver passato il turno. E poco importa che per una larga fetta del match l’Empoli ha complicato il piano gara degli azzurri. Come spesso accade, ultimamente, alla squadra di Gennaro Gattuso.

Che anche contro la capolista della cadetteria s’è fatta infilzare ben due volte. Subendo addirittura la doppia rimonta. E così, i partenopei inanellano l’ottava partita consecutiva in cui concedono all’avversario di andare in gol.

Empoli, due gol di pregevole fattura

E che gol, quelli di Bajrami. Frutto di una pregevole ripartenza il primo. I toscani hanno riconquistato palla poco fuori la loro area di rigore e sono partiti a razzo in contropiede.

Nella prateria lasciata inspiegabilmente incustodita dai padroni di casa, gli empolesi hanno saturato le corsie laterali ed i mezzi spazi, spaccando praticamente in due il Napoli.

La rifinitura del centrocampista macedone, naturalizzato svizzero, con un interno collo dal vertice dell’area, che si infila sul palo più lontano di Meret, per il momentaneo 1-1, è l’inevitabile conseguenza di una transizione gestita malissimo dagli azzurri.

Il 2-2 se possibile, appare ancora più paradossale. Indubbiamente l’Empoli ha mosso sontuosamente il pallone avanti, indietro e dentro. Sviluppando un lungo giropalla attraverso il quale ha messo letteralmente in mezzo i napoletani. Per cambiare poi il fronte del possesso. Consentendo a Bajrami di calciare nuovamente dal limite, questa volta da posizione meno defilata e mettere la palla là dove l’Airone veramente non poteva arrivare…  

Un brodino caldo, la qualificazione per il Napoli

Gattuso deve essere ovviamente soddisfatto di aver strappato la qualificazione ai Quarti, dove troverà la vincente di Roma-Spezia.

Nondimeno, l’arrabbiatura per come una squadra di categoria inferiore per larghi tratti ha dominato il trend dell’incontro non può passare in cavalleria.

Pure questa sera, infatti, s’è visto il classico mix di errori grossolani ed orrori assortiti. Sicuramente non il massimo pensando al prosieguo della stagione.

Ormai le solite manchevolezze davanti alla porta, unite ai regali di vario genere confezionati a beneficio dell’avversario di turno, sembra quasi che non sorprendano né i tifosi, tantomeno gli addetti ai lavori.

Le solite manchevolezze, che non sorprendono più nessuno

A costo di apparire ripetitivi, l’impressione destata dal Napoli contro l’Empoli non si discosta di molto da quella enigmatica palesata in altre occasioni.

Il tentativo di sviluppare un calcio proattivo, funzionale a tentare di dominare l’avversario, sfruttando un possesso di qualità, alimentato dai tanti piedi buoni, si realizza solamente a tratti.

Troppo intermittente l’intensità con cui si muove la palla, spostandola da un lato all’altro del campo, piuttosto che verticalizzando rapidamente.

La mediana è costantemente in sofferenza. Nonché spesso presa d’infilata. Specialmente quando va in sottonumero. Questione di equilibrio. Ma non solo. Le distanze tra i due mediani sono abissali. Manca la copertura reciproca. Cosicchè gli spazi che si aprono a vantaggio degli avversari diventano voragini difficilmente colmabili.

E producono conseguenze inenarrabili sulla retroguardia.

Effettivamente, occorre una profonda riflessione, perché è evidente quanto il Napoli attuale sia finito in una spirale regressiva. Involuto dal punto di vista tecnico-tattico e imbolsito mentalmente.

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