La stagione 2024 del Napoli racconta di tante cose diverse. Più che un film, una serie. Produzione di casa De Laurentiis.
Allenatori, calciatori, moduli ed idee. Il tutto da prendere con le molle e con il beneficio del dubbio. Sceneggiatura di ottima fattura.
La ragione da che parte sta? Chi può dirlo.
Chi ha ragione? Tutti o forse nessuno.
Trama perfetta.
All’interno di una intelaiatura così complessa, alcuni sono diventati protagonisti a scomparsa.
Con Osimhen “attore in prestito”, è scoppiato il caso Zielinski. In difficoltà con Garcia, messo in disparte da Mazzarri, già con maglia nerazzurra nei cassetti, Piotr è divenuto d’improvviso “uomo senza”. Questioni di contratto – contrasto.
Separazione in casa, finita poi con l’esclusione dalla lista Champions. Per un calciatore di livello internazionale, uno smacco non da poco.
Fin qui il vecchio copione.
Calzona pare non poterne fare a meno e gli ha chiesto espressamente un contributo. Un ultimo e finale contributo in questa corsa disperata alla qualificazione Champions.
Zielinski, Calzona ne è consapevole, è l’unico in organico a poter far da spalla a Lobotka. Unico ad aver la capacità di usare testa e piedi. Anguissa non può.
Per paradosso, il Napoli 5.3, è costretto ad affidarsi ad un calciatore già altrove. In lite con la società, messo ai margini dalla politica De Laurentiis, estromesso dalla gara internazionale ma protagonista degli ultimi 5 anni di Napoli top.
C’è da stupirsi?
No. A Napoli non si può.