Il destino di Gennaro Gattuso sembra davvero segnato, dopo il duro sfogo al termine della gara con il Parma, contrassegnato da parole avvelenate contro ADL. Espresse senza alcun filtro o diplomazia. Un misto di orgoglio ferito e dignità violata, che ha spaccato letteralmente in due tifosi e addetti ai lavori.

Ovviamente, tanto i detrattori di Ringhio, quanto i suoi più fedeli estimatori si pongono, per motivi diametralmente opposti, la stessa domanda. Ovvero, quanto potrà durare questo teatrino dell’assurdo. Con l’allenatore messo sostanzialmente in discussione. Avendo al contempo, però, il presidente al centro del mirino delle esternazioni di un suo “dipendente”.

L’unica carta a disposizione del tecnico, a questo punto, rimane quella della meritocrazia. Nel senso che, soltanto con i risultati, Rino potrà continuare a tenersi stretta la panchina. Un destino, dunque, segnato dalle prossime gare. A cominciare da mercoledì, con l’Atalanta.

Cambiano le cose, ma restano uguali a prima

Che Gattuso possa lasciare Napoli, quindi, è innegabile. Magari bisogna solamente comprendere se un rapporto che ormai fa acqua da tutte le parti debba trascinarsi stancamente fino al termine della stagione. Oppure dovrà chiudersi anzitempo.

Comunque vadano le cose, tuttavia, nel caso in cui decidesse di mandar via chi ne abbia messo in discussione l’autorità, la società sarebbe poi costretta a ricominciare tutto da capo. Dallo stesso punto di partenza, dopo il tentativo fallito di aprire un nuovo ciclo pluriennale con Carlo Ancelotti, non più tardi di qualche mese fa.

Il comun denominatore di questa sorta di farsa resta sempre il medesimo. Nonostante lo sforzo di cambiare tutto, le dinamiche all’ombra del Vesuvio restano uguali a prima.

Probabilmente, dietro l’idea con cui nelle segrete stanze dei bottoni gestiscono il Napoli, inteso come un’azienda destinata a produrre utili, al pari di qualsiasi altra impresa commerciale, si intravede una piccola ombra. Acuita dalle conseguenze nefaste prodotte sul sistema calcistico globale dalla pandemia.

In ogni caso, nell’ultimo quinquennio, la filosofia di Aurelio De Laurentiis ha permesso ai partenopei di essere l’unica alternativa plausibile allo strapotere della Juventus. Nondimeno, il ritorno prepotente sulla scena nazionale di altri competitors, nonché la graduale emersione di nuovi players, ha ristretto notevolmente il campo d’azione.

Non siamo ancora al livello di competitività diffusa e trasversale raggiunto dalla Serie A negli anni ’90, quando a contendersi un posto al sole c’erano ben sette squadre: le cd. Sette Sorelle.

Il Napoli rischia di perdere tutto, altro che quarto posto

Ma la classifica, attualmente, è talmente corta che veramente in tanti possono accampare pretese. Ambire a qualcosa di diverso rispetto alla mera partecipazione.

Del resto, il conto è presto fatto. Le prime quattro vanno in Champions. Le altre due devono necessariamente gratificarsi con la meno lucrativa Europa League. Una sorta di contentino, buono per giustificare eventuali lacune tecnico-tattiche o manchevolezze sul piano organizzativo.

La settima resta con il classico cerino tra le mani. Ergo, destinata sgradevolmente a scottarsi.

Al netto della lotta Scudetto, al momento ristretta alle milanesi, tutte le altre possono legittimamente aspirare al conseguimento di un obiettivo prestigioso.   

Per questi motivi, è incontrovertibile che la situazione rischi seriamente di sfuggire di mano. Così, onde evitare che a fine anno si debbano raccogliere i cocci generati da crisi di nervi varie, e sfuriate assortite in conferenza stampa, diventa indispensabile per il Napoli ritrovare la tranquillità smarrita.

Ovunque vai trovi suonatori di violino e pifferai di regime

A concorrere ad un rinnovato, seppur solo apparente, stato di quiete adesso è chiamato un po’ l’intero ambiente partenopeo.

D’altronde, nelle pieghe della città, si celano una moltitudine di opinioni. Arduo nascondere litigi o incomprensioni tra le parti. Rumors e voci di corridoio alimentano costantemente la filodiffusione mediatica, rendendo pressochè impossibile mantenere un segreto troppo a lungo. In questo contesto, bisognerebbe evitare di schierarsi. Criticare e commentare, scevri da qualsivoglia pregiudizio ideologico.

Una cosa che fanno in pochi…

Mentre il Napoli continua ad essere vicino ad una conclamata crisi di nervi. Ma immancabilmente, trova la forza per mantenersi sull’orlo del precipizio, senza cascare mai di sotto!

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