Siamo all’inferno signori miei, possiamo vivere o morire. E’ proprio il caso di parafrasare il discorso del coach Al Pacino, in un suo famoso film, e farlo nostro, con la speranza che la reazione della squadra sia la stessa di quella dei Miami Sharks in “Ogni maledetta domenica”.

E nel nostro caso le giornate, che siano domenica o giovedì sono veramente maledette. L’ ultima poi sembra veramente un thriller degno del miglior regista: non solo i quattro gol presi e l’ ennesima sconfitta. Ma anche un calciatore che perde i sensi e finisce la gara in ospedale.

La società entra in silenzio stampa, forse perchè in questi casi non si hanno veramente più parole, tanto poi in fondo già le conosciamo: gli assenti, i tanti impegni, la sfortuna, gli errori tecnici etc etc…

Allora sì, meglio tacere e lavorare in silenzio, a testa bassa. Perchè adesso è inutile sparare sulla Croce Rossa, aspettarsi esoneri o chissà quali proclami. Siamo su una barca che prende acqua da tutte le direzioni, dunque, affondiamo tutti insieme o risorgiamo all’unisono.

Seppur la situazione al momento è drammatica, la stagione non è ancora finita, e il Napoli con un minimo di orgoglio, potrebbe fare non 3 ma 5 gol al Granada (che, ieri ha perso con l’ultima in classifica della Liga). Come farebbe con Atalanta, Genoa, Fiorentina, Roma. Squadre non certo inferiori agli andalusi.

Allora silenzio, guardarsi negli occhi e decidere cosa fare di questa stagione. Perchè se i giocatori iniziassero a credere nelle loro possibilità e ritrovassero un po’ di entusiasmo, questo Napoli ha ancora delle carte da giocarsi.

Detto questo, giovedì sera, qualcuno dai piani alti dovrà decidere cosa vuol fare del futuro: se non si crede, si è delusi dall’allenatore attuale, allora da si deve iniziare a programmare la prossima stagione. A partire proprio dal tecnico; se si ha fiducia in Gattuso, si trasmetta serenità a tutto l’ambiente. Magari con un rinnovo del contratto. Altrimenti rischiamo di portare avanti questo valzer di risultati fino all’estate, visto che l’ instabilità parte proprio dalla dirigenza.

Terzo punto, la piazza: delusa, questo è evidente, ma stare tutti i giorni a sparare sul cadavere con ogni mezzo mediatico non serve a niente e a nessuno. A fine anno si faranno i bilanci, oggi c’è ancora la possibilità di proseguire il cammino europeo e giocarsi un posto Champions.

Visto che se è vero che il Napoli appare in difficoltà, le altre non viaggiano a vele spiegate. Siamo tutti all’inferno in questo momento signori miei, bisogna decidere adesso cosa fare. Se rialzare la testa insieme o affondare uno per uno.

Fabrizio Loggia

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