Aurelio De Laurentiis torna a parla e lo fa, come sempre, attaccando oppure evidenziando, vicende del calcio, in particolare quelle del Napoli, e del campionato nostrano, dove il bersaglio, domenica giocherà al Maradona, e stata fra tutti, la Juventus.

Come tutti sostengono, il De Laurentiis imprenditore è un modello su cui il calcio italiano dovrebbe lavorare per risanare i bilanci di molte società di Serie A, lo si potrebbe definire il re dell partita doppia, dimostrandolo negli anni con il Napoli, forse oggi economicamente parlando, di essere la più forte In A, ed una delle migliori in Europa.

Ma le sue vedute tecniche dovrebbero essere messe a freno, quest’ anno esempio lampante, poiché’ inidonee sul piano gestionale, e insufficienti sul piano delle sue vedute rispetto al gioco del calcio! Insomma ad ognuno il suo compito.

La comunicazione, ieri ha rilasciato un’intervista al Forum organizzato dal Financial Times a Londra, ha parlato, tra le tante domande ricevute, prima su Victor Osimhen e poi sul Mondiale per club, ha amplificato, in modo corretto, la non ammissione della Juventus alla manifestazione

De Laurentiis: Juve no al Mondiale per club”

Per carità, sulla seconda ha più che ragione, una società con bilanci taroccati ammessi per patteggiamento di cosa parliamo?  Ma perché’ non risolvere nelle sedi opportune? La guerra non si annuncia a parole, ma si fa e basta! E sinceramente sarebbe ora, per restituire credibilità al calcio, si iniziasse questo processo di purificazione tanto desiderato, non fosse altro per dare speranza a chi riempie gli stadi, ed e stufo di questo putrido mare di feccia e antisportività congenita’!

De Laurentiis e Victor Osimhen quel figlio dve andar via!

L’ Altro tema caro ai tifosi azzurri, e il futuro di Victor Osimhen, dove sono state espresse parole al miele da parte del patron, ma che confermano ciò che già si conosceva, e cioè, parlare di una possibilità remota che resti all’ ombra del Vesuvio, cozza con le parole da lui stesse espresse di recente sulla partenza a giugno dell’attaccante nigeriano!

De Laurentiis, il tutto fare che parla ma non vuol cambare!

Un figlio? Lo siamo tutti, e come si possono fare scelte di andare altrove, si può anche decidere di restare nell’ azienda di famiglia! Crescere? Si cresce confermando chi fa la differenza, e non lo si da via cosi facilmente, soprattutto se lo si definisce un figlio. Ecco perché’, molte volte, sarebbe meglio dire le cose per ciò che sono. Il Napoli, che è economicamente forte, manca di strutture e un manager di spessore, quindi ancora acerba a rapportarsi con società strutturate e forti, con personaggi che il calcio lo rivoltano come un calzino e ne sanno certamente di piu’ di una cinepresa!

I tuttofare fanno solo confusione, e quest’ anno il risultato salta agli occhi come un rimpianto di cosa si poteva e non si e’ voluto e né tantomeno saputo fare! Molte volte mi viene da pensare ad un detto antico che dice pressappoco cosi “le parole est d’Argent mais la silene est d’or … ” Prendiamo spunto da quest’ annata, per far si che la prossima sia davvero quella della gestione, sia tecnica che comunicativa, davvero di un’altro spessore. Senza offesa Presidente!

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