C’era una volta la favoletta che raccontava come i conti non tornassero in casa Napoli.

Così De Laurentiis aveva inaugurato l’estate bollente degli azzurri all’insegna dei tagli al monte ingaggi.

Tuttavia, a forza di sforbiciate, probabilmente il presidente s’è reso conto che stava ridimensionando non soli i costi, ma pure le ambizioni.

Netta, a quel punto, l’inversione di tendenza. Una volta sistemati (parzialmente…) i conti, è arrivato il momento di potenziare la squadra.

Risorse ridotte, ma non troppo

Il tema centrale resta sempre lo stesso. Una campagna di rafforzamento ancora incompleta, in rapporto alle risorse messe a disposizione della proprietà.

Che sono indubbiamente ridotte rispetto alla concorrenza, Di questo, ADL non ne ha mai fatto mistero.

Eppure il mercato all’insegna della sostenibilità – un concetto al quale bisogna abituarsi, senza necessariamente farsi venire l’orticaria – rinvigorisce all’idea di arruolare Kepa e Raspadori.

Perché, se inizialmente investimenti fuori programma non erano assolutamente preventivabili, adesso il messaggio di DeLa alla direzione sportiva pare sia arrivato forte e chiaro.

Urge che Giuntoli sblocchi la seconda fase del mercato in entrata, cogliendo al volo l’opportunità offerta dal Chelsea. Oltre a tentare di convincere il Sassuolo, mettendo sul piatto una paccata di milioni.

Del resto, le amichevoli disputate finora hanno veicolato in tifosi e addetti ai lavori la percezione che il Napoli sia un cantiere aperto; una sensazione normale, in questo periodo della stagione.

Un gruppo in ogni caso da rivedere, a conclusione del processo di ricostruzione. Che deve avvenire in tempio ragionevoli…

Kepa sull’uscio di Castel Volturno

In questo scenario  si inserisce il summit tenuto a Milano tra il procuratore del portiere basco, Arturo Canales, ed un non meglio precisato rappresentate della società partenopea. Forse Chiavelli, deputato a regolare i cordoni della borsa.  

L’intesa con il Chelsea è vicinissima. Il patron dei Blues, Todd Boehly, ha acconsentito al passaggio di Kepa al Napoli. Ora va definita la modalità del trasferimento.

La formula prevede il prestito. Nondimeno, tra diritto ed obbligo di riscatto, passano una moltitudine di interrogativi. Comunque, si tratta su bonus e percentuali di (sontuoso…) ingaggio da condividere.

Con i londinesi che contribuiranno al pagamento dello stipendio per circa il 75 per cento. Quindi, agli azzurri spetterà elargire poco meno di 2 milioni e 250mila euro.    

Raspadori costa un botto

Per Raspadori, invece, il diesse dei neroverdi, Carnevali, è stato sin troppo chiaro: impossibile smuovere il Sassulo dalla sua richiesta. Ci vogliono 35 milioni per strappargli Jack. Non ci sono dubbi al riguardo. Prendere o lasciare.

Al limite, si potrebbe trovare un accordo sulla dilazione, distribuendo su più anni l’intera cifra.

Insomma, sono giorni febbrili affinchè il cerchio si stringa. In quanto la tempistica dello sbarco all’ombra del Vesuvio di Kepa e Raspadori diventa poi fondamentale.

Dovendo inevitabilmente mettersi a disposizione di Spalletti per l’esordio in campionato di Verona. Manca sì un mese al termine delle operazioni di acquisto. Tra una settimana, però, parte già la Serie A.

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