SANT’ ANTONINO E LA SUA VIGILIA.

Non pregare per essere ascoltato o affinché i tuoi problemi vengano risolti,
prega perché sia tu ad ascoltarti e a risolverli con l’aiuto di chi lo hai chiesto, e così sia … oggi nono giorno di nove… la novena a Sant’ Antonino patrono amatissimo della città di Sorrento, con le campane della Basilica che a mezzogiorno risuonano con i rintocchi, accompagnati da tre botti per ricordare a tutti i sorrentini, che domani sono 1395 anni dalla morte di Sant’ Antonino ed è la festa del Santo Patrono. Stamattina messa nella cripta con il coro di Sant’ Antonino e processione del Ss. Sacramento intorno alla piazza. Nella Basilica si può anche fare un offerta e per tutti i giorni della novena e anche domani e prendere il pane, un tortano della “vita”, antica tradizione benedettina.
Stasera messa solenne con l’ arcivescovo Francesco Alfano e predica conclusiva del reverendo padre Clemente Angiolillo, con il coro dei Pueri Cantores e quello della Basilica di Sant’ Antonino. Che Sant’ Antonino ci aiuti e protegga sempre.

Particolare nella Basilica di Sant’Antonino è la cripta sottostante l’ abside, un luogo che si ama, perchè è raccolto, silenzioso, è circolare come il cerchio della vita, e si prega in maniera particolare, quasi un senso di appartenenza, perché Sant’Antonino è nostro, ma anche noi siamo suoi.
Li “scendono” da quelle scale consumate dal tempo, tutti a pregare e a chiedere consiglio alla ” vigile sentinella nella difesa di Sorrento” come dice la targa collocata sul retro della statua, accanto alla quale sono conservate le spoglie del santo ed una lampada ad olio in argento, perennemente accesa, dove i devoti accarezzano l’olio, segnandosi sulla fronte, e poi col segno della croce.
Prima di arrivare sul retro c’è una colonna di marmo speciale, che richiama quella di Campagna degli ossessi, anche qui si ricorda che Sant’ Antonino era anche un esorcista, e per scongiurare sfortune si accarezza, toccando l’incavo che si è formato durante i secoli.
Bellissimi sono i pannelli in cui sono rinchiusi numerosi ex voto di ringraziamento donati appunto, da chi ha ricevuto una piccola, ma grande grazia, dal nostro santo Patrono Antonino. Il suo corpo è lì sepolto, ma nessuno sa precisamente il punto.
Negli estremi angoli laterali (alle spalle dell’ altare del Santo) esistono due altarini: quello di sinistra presenta il quadro di maggior valore artistico di tutta lo basilica, un affresco della Madonna delle Grazie del secolo XIV, proveniente dalle mura della città e quindi ritenuta lo testimonianza sorrentina più antica alla Madre di Dio; quello a destra con il famoso Crocifisso, in legno ricoperto da una guaina in argento, che è portato in processione o in occasione di eventi eccezionali o per penitenza in gravi calamità pubbliche.
La prima solenne processione di penitenza è registrata dal 17 febbraio 1703, in occasione dei continui terremoti che si verificavano in Napoli e nel Golfo. Quattro anni dopo (12 febbraio 1707) analoga processione si svolse per lo riparazione all’interdetto cui da anni era sottoposta lo città e che fu tolto il 25 maggio successivo.
Molte altre ancora sono state le occasioni in cui è stato portato in processione il crocifisso miracoloso, di cui le ultime, in memoria, sono quelle in occasione della eruzione del Vesuvio del 1944 e dell’anno della Conversione indetto da Giovanni Paolo II.
Mariafrancesca Gargiulo

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