Luna Cenere, anteprima di “Pneumatika: composto d’aria”

La coreografa-performer napoletana nella creazione che andrà al Cango di Firenze Sabato 1 dicembre, “Ninetta e le atre”: la storia degli stupri di massa in Ciociaria nel 1944

NAPOLI – Due spettacoli al Teatro Area Nord nel fine settimana per la stagione “Confini aperti”. Si parte con un appuntamento speciale. Venerdì 30 novembre alle ore 20,30, Luna Cenere, coreografa e performer napoletana in grande ascesa sulla scena internazionale, interpreterà in anteprima assoluta la sua nuova creazione “Pneumatika: composto d’aria” realizzata con il visual artist Gilles Dubroca. Lo spettacolo debutterà prossimamente al Centro Cango di Virgilio Sieni a Firenze. Sostenuto da Interno 5, il progetto ha vinto il bando “Naocrea/Nuovi Autori Oggi 2017” di Did Studio Ariella Vidach. Il Tan ospita la “prima” di questo assolo dove un corpo spogliato di elementi ed emotività interagisce in scenari che mutano attraverso videoproiezioni. Anche questa creazione coniuga i diversi ambiti di ricerca di Luna Cenere (sociologico, antropologico e artistico) per una riflessione sulla relazione tecnocratica tra uomo e macchina digitale. «Pneuma è il soffio immateriale che dà vita a corpi naturali e meccanici», spiega la coreografa napoletana. La performance si basa sui concetti di riproduzione e ripetizione, e punta all’impatto emotivo attraverso le capacità tecniche, il particolare vocabolario di movimento e la singolare struttura fisica di Luna Cenere.

La programmazione proseguirà con la prosa. Sabato 1 dicembre alle ore 20,30 e in replica domenica alle ore 18, è di scena “Ninetta e le altre”, testo di Damiana Leone di cui ne è interprete con Anna Mingarelli e Francesca Reina. Promosso dalla compagnia Errare Persona con l’Archivio di Stato di Frosinone, ricostruisce -avvalendosi soprattutto di fonti orali ascoltate nell’intera provincia- gli stupri di guerra avvenuti nel Basso Lazio nel 1944, le cui vittime venivano chiamate “marocchinate”. Questa verità ha ottenuto l’attenzione degli studiosi soltanto in anni recenti, ma era stata già trattata in parte da Alberto Moravia e da Vittorio De Sica ne “La Ciociara”.

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