Parte della tifoseria napoletana è al settimo cielo per l’addio di Gennaro Gattuso e il contestuale arrivo di Luciano Spalletti. Il pelato tecnico di Certaldo firmerà un biennale con il sodalizio azzurro.

In molti ricordano, anche giustamente, la rivalità tra la sua Roma e il Napoli di Sarri. Quel Napoli di Sarri arrivò a 82 punti nella prima stagione del tecnico tosco-napoletano. Grazie a 47 punti totalizzati nel ritorno, Spalletti sfiorò la qualificazione diretta alla Champions.

Nel 2016/2017 i giallorossi sopravanzarono il Napoli di appena un punto (87 vs 86 punti). Naturalmente sia Napoli che Roma erano anni luce avanti alle due squadre attuale, nettamente indebolite.

Lo Spalletti nella sua seconda avventura alla Roma era probabilmente alla sua massima espressione. Così come lo era Sarri con il Napoli. Quella Roma, tuttavia, aveva Rudiger e Manolas al top, Dzeko all’apice della carriera, Emerson Palmieri, El Shaarawy al top, De Rossi, Salah a livelli straordinari, Szscezny tra i pali, e chi più ne ha più ne metta. Probabilmente una squadra che quest’anno avrebbe vinto il titolo.

All’Inter le cose non sono andate allo stesso modo. Vero che i nerazzurri erano pieni di problemi e che Icardi è un personaggio quantomeno perturbatore nonché dannoso in tutti i sensi. Ma la manovra  è stata spesso farraginosa e, soprattutto, quell’Inter ha registrato un calo in entrambe le stagioni. Sia nel 2017/2018 che nel 2018/2019 dopo un ottimo inizio l’Inter si è del tutto sciolta.

In ambo le stagioni, Gennaro Gattuso era alla guida del Milan. Subentrato a Montella alla giornata 16, il tecnico calabrese ha ottenuto 44 punti in 23 partite avendo a disposizione una rosa davvero modesta. Rosa non particolarmente rafforzata l’anno successivo.

Un allenatore come Giampaolo non può essere certo un parametro di riferimento valido per esaltare chicchessia. Fatta questa premessa, nonostante una campagna acquisti di vero rafforzamento, il tecnico abruzzese stava portando il Milan nella parte sinistra della classifica. Eppure Giampaolo è stato presto sostituito da un tecnico degno di tal nome. Il tanto decantato Pioli, con una rosa nettamente rinforzata, ha ottenuto 66 punti nel 2019/2020. Tre in meno rispetto a quelli ottenuti da Gattuso l’anno precedente.

Tornando, giustappunto, all’annata 2018/2019, Gattuso aveva a disposizione Rodriguez, Biglia, Bonaventura, tra gli altri nella formazione titolare. Non che la rosa di Spalletti fosse stellare, ma tra le sue fila poteva vantare calciatori come De Vrij, Skriniar, Lautaro, Nainggolan, Perisic e Brozovic.

Quell’Inter arrivò un miserrimo punto davanti al Milan di Gattuso. Un’Inter salvata da Handanovic e dalla traversa dell’Empoli. Fermo restando tutti i problemi, in primis quelli causati da un personaggio dannoso come Icardi, Spalletti commise errori evidenti. Errori sia nella preparazione che nella gestione. Fermo restando anche gli infortuni. E la squadra ha evidenziato un calo fisico evidente nel girone di ritorno in entrambe le stagioni di Spalletti.

Aggiungiamo a ciò il fatto che Gattuso ha trovato il bandolo nella matassa nel girone di ritorno con il Napoli (43 punti) e che Spalletti non allena da due anni, pertanto non si hanno garanzie sugli aggiornamenti tattici. Ne viene fuori pertanto un quadro assolutamente preoccupante. Considerato il livello raggiunto da Milan e Atalanta, e l’approdo di Mourinho alla Roma, le speranze di Champions passeranno da un calciomercato che deve essere fatto a regola d’arte. Nelle ultime due sessioni, nonostante i tanti soldi spesi (sforzo che va riconosciuto alla proprietà), la campagna acquisti è stata un flop totale.

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