Gattuso resta: poi De Zerbi?

Gennaro Gattuso è sulla bocca di tutti da un po’ di tempo a questa parte.

Il tecnico calabrese, subentrato lo scorso campionato ad Ancelotti, divide l’ambiente partenopeo, tra coloro e sono in maggioranza, che lo difendono e lo vorrebbero a lungo sulla panchina azzurra, ed ovviamente chi lo vorrebbe già esonerato o dimissionario.

In esclusiva per il nostro portale www.persemprenapoli.it il pensiero di Mario Passaretti, direttore del sito www.ilcuoreazzurro.it, noto opinionista e profondo conoscitore di vicende azzurre, un attentissimo narratore di calcio.

Come si fa ad attaccare un tecnico come Rino che ha portato una Coppa Italia nella finale dello scorso anno contro una certa Juventus ed a una semifinale da giocare nel corso di questa stagione?”, esordisce Passaretti, che difende a spada tratta il tecnico calabrese.

Parlo da tifoso del Napoli da sempre, io ritengo che il calcio Napoli da tempo difetti in termini di comunicazione esterna“, afferma Passaretti. “Il presidente De Laurentis da un po’ non interviene nelle vicende societarie. Mi chiedo perché la dirigenza azzurra non prenda esempio dalla Juve, che ha in Nedved la figura dell’ex giocatore ora dirigente. Come l’Inter ha Zanetti, ed il Milan Maldini“, sostiene il direttore di Cuore Azzurro, a cui chiediamo chi vedrebbe in questo ruolo nel calcio Napoli?

“Un napoletano come Fabio Cannavaro per me rappresenterebbe una figura che calzerebbe a pennello in termini di immagine dentro e fuori” risponde Passaretti, citando anche Ciro Ferrara come alternativa.

Il direttore del sito www.ilcuoreazzurro.it lamenta l’assenza nel panorama calcistico partenopeo di una figura carismatica che faccia da filtro tra società ed ambiente. Personaggi tipo Antonio Juliano, Italo Allodi o Pierpaolo Marino.

Ribadisco la mia fede azzurra e la stima e difesa totale per Gattuso. Dall’esterno assisto alla latitanza di un direttore sportivo in grado di farsi rispettare sul mercato e verso l’esterno“. E’ questo il pensiero di Passaretti, che analizza il bilancio a tutt’oggi del tecnico calabrese.

Il rendimento altalenante della squadra è una logica conseguenza della rosa che Gattuso ha a disposizione e per la quale deve modificare lo schema di gioco a seconda di chi può schierare tra infortuni muscolari (Maertens) e positività da Covid“.

Giocare ogni tre giorni non è facile ed i recuperi sono più faticosi” – continua Passaretti – “In passato veniva disputata una partita a settimana, massimo due quando c’erano le coppe europee, oggi è cambiato tutto“.

Sul piatto della bilancia giocano a favore di Gattuso la vittoria in Coppa Italia lo scorso anno in finale sulla Juventus, la qualificazione all’attuale Europa League e una semifinale di ritorno da disputare mercoledì a Bergamo dove Insigne e compagni possono passare il turno poiché, secondo Passaretti, l’Atalanta sarà costretta ad attaccare per segnare ed il Napoli in contropiede potrà sfruttare la possibilità di andare in rete. Sarebbe quindi la seconda finale consecutiva.

Devo ammettere però che Gattuso a volte va in confusione e non legge bene le partite, ma la permanenza sulla panchina del Napoli fino fine stagione non è da mettere in dubbio“, afferma con sicurezza il direttore, che dà per probabile l’addio a fine stagione di Ringhio, alle prese con un’annata turbolenta.

Una stagione figlia di scelte di mercato ed infortuni che non gli permettono di poter schierare sempre la migliore formazione in campionato e che lo costringe a cambiare sistema di gioco. “Un patrimonio come il nigeriano Oshimen, costato ben 70 milioni di euro la scorsa estate, non può sempre essere schierato da Gattuso se non con il modulo 4-3-2-1, infortuni e covid a parte“, cosi come lo spagnolo Fabian Ruiz quest’anno schierato con minutaggio limitato, lontano da quello della scorsa stagione. D’altronde nella nazionale spagnola il centrocampista ex Betis gioca in maniera molto diversa“.

Per il futuro della panchina azzurra, Passaretti ha una preferenza personalissima: “Non mi dispiacerebbe affatto l’ingaggio di Roberto De Zerbi, che è un tecnico giovane emergente capace di far giocare bene le squadre“.

I nomi di Sarri e Benitez, che sarebbero stati contattati dalla società, senza però trovare conferma alle voci dalla dirigenza azzurra, non avrebbero possibilità di tornare a sedere sulla panchina partenopea. Almeno nell’immediato: “Sarri resta nel mio cuore grazie al gioco espresso nei suoi anni di permanenza, Benitez è un tecnico di fama internazionale. Occorre ringraziarlo per i giocatori che ha portato con una semplice telefonata grazie alla sua fama di tecnico vincente. Era difficile che i vari Maertens, Callejon, Albiol, Reina e Higuain rifiutassero la sua proposta“, risponde Passaretti, aggiungendo che “al Napoli manca un profilo che alzi il telefono e, grazie alla sua fama di persona vincente e carismatica, chieda a determinati giocatori di venire a giocare qui“.

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