Le storie dei fuoriclasse spesso hanno in comune lo stesso destino, un declino vertiginoso causato da scelte sbagliate. Questa è stata la sorte di Gonzalo Higuain, il quale è passato dall’essere la stella di punta del Napoli a giocatore più odiato dai tifosi partenopei, traditi dal loro idolo per la scelta di trasferirsi nella squadra nemica da sempre: Juventus.

Era l’estate 2013, anno in cui Aurelio De Laurentis acquistò Higuain, Albibol e Callejon. Tre giocatori che hanno scritto nuove pagine di storia nel libro del Napoli. Higuain, a differenza degli altri giocatori, aveva un compito difficile ossia sostituire la figura di Edinson Cavani, da sempre nel cuore dei napoletani. L’inizio della storia di Higuain al Napoli inizia nel migliore dei modi concludendo la prima stagione con la vittoria della Coppa Italia.

Le sue prestazioni in campo facevano sognare tutti i tifosi azzurri, i quali erano consapevoli che ad ogni partita avrebbero assistito ad un suo goal, tanto da sperare nella vittoria dello scudetto. Ma ad un passo dalla gloria, a causa di uno scatto d’ira, Higuain ha subito quattro giorni di stop, che hanno fatto svanire l’impresa scudetto.

Il tradimento

Purtroppo i sogni di gloria sono scomparsi presto, quando Il Pipita ha scelto di cambiare squadra, entrando nel team della Juventus, per rincorrere la gloria dello scudetto perso. Tradimento che ha distrutto il cuore dei tifosi napoletani, i quali ancora oggi, provano un profondo sentimento d’odio nei suoi riguardi.

Il Declino

Quella che doveva essere una scelta volta al miglioramento, per Higuain, è risultata invece un’arma a doppio taglio perché non solo ha perso la stima di una popolo, ma ha ricevuto anche un trattamento da calciatore di serie B da una squadra che inizialmente lo ha accolto a braccia aperte e poco dopo lo ha fatto sedere in panchina.

Il Presente

Oggi Gonzalo Higuain compie 34 anni, vive a Miami e gioca nell’Inter Miami. E’ un giocatore profondamente cambiato, non solo dopo il volta faccia subito dalla Juventus. Il dramma della pandemia, la grave malattia della madre che ha causato la prematura morte all’età di 64 anni nell’aprile 2020, hanno scosso emotivamente il calciatore, tanto da indurlo al ritiro dalla scena calcistica.

Recentemente in un’intervista al ESPN ha dichiarato “Mi sto godendo la crescita di mia figlia e ho ritrovato serenità dopo la morte di mia madre. Prima avvertivo di più la pressione perché il calcio è una giungla, oggi dopo un gol mi sento libero anche di abbracciare mia figlia“.

Chissà se fosse rimasto al Napoli quale sarebbe stata la sua sorte. Una cosa è certa, l’amore che il popolo di Napoli riesce a donare è unico nel suo genere, forse il suo destino non sarebbe stato differente, ma di certo avrebbe potuto contare sull’amore e nel sostegno dei tifosi azzurri che non lo avrebbero mai lasciato solo.

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