Minuto 56 di un Italia-Inghilterra non particolarmente brillante. L’Italia ha quelle scorie di un Mondiale fallito che chissà quando passeranno, l’Inghilterra una gran paura di finire in… Serie B della Nations League: un’onta per gli “inventori del calcio” in piena preparazione in vista del Mondiale più controverso e assurdo della Storia, quello in Qatar. Bonucci, playmaker basso più che centrale di difesa, ricama un lancio che Giacomo Raspadori aggancia tra due giocatori tenendo il pallone letteralmente incollato al piede. Il folletto apre per Dimarco sulla sinistra che scende come un treno e crossa basso per Barella, in ritardo di un pelo.

Quell’aggancio al volo, spalle alla porta, il controllo orientato che ruba un tempo di gioco ai difensori, è quanto di più difficile si possa realizzare su un campo di calcio, perché il pallone arriva da dietro, i difensori sono vicini e il lancio si può guardare con la coda dell’occhio prima di girare la testa e controllare tutta la situazione. Per realizzarlo ci vuole una tecnica sopraffina, una visione perimetrale fuori dal comune e fiducia totale nei propri mezzi.

Una volta Mancini, intervistato su una sua prodezza, disse: “I giocatori di classe non vedono la giocata facile, non pensano a fare la cosa più semplice. Pensano al gesto tecnico più funzionale e poi lasciano fare all’istinto”. Lo disse dopo un Parma-Lazio in cui aveva realizzato il gol di tacco da angolo forse più bello della storia del nostro campionato: una magia che per lui era l’unica soluzione per folgorare Buffon, l’unica mossa funzionale. Per Mancini non c’erano altre soluzioni praticabili. Peccato che il resto del mondo non avrebbe neanche immaginato di realizzare una cosa del genere.

Il maestro di questi stop orientati senza vedere neanche da dove arriva il pallone era un certo Roberto Baggio, Pallone d’Oro 1993, che una volta si prese il lusso di scartare direttamente il portiere su lancio di Pirlo, saltandolo direttamente con stop e controllo orientato: una pertica di due metri che portava il nome di Van der Saar in uno Juventus-Brescia che il Divin Codino pareggiò grazie a quella magia, che viene ricordata a decenni di distanza.

Minuto 67 di Italia-Inghilterra: Bonucci cerca ancora Raspadori con un lancio ancora più profondo e figurarsi se la difesa inglese si aspetta una replica di quello stop meraviglioso a distanza di dieci minuti dal primo. Raspadori invece non fa una piega e, se possibile, aggancia la sfera con maggiore precisione. Il numero 10 si decentra, manda al bar la retroguardia dei Tre Leoni e soltanto lì entra in gioco “il tiro a giro”, quello sì, alla Del Piero che fulmina Pope e segna la partita.

Tutte le testate hanno riportato di un gol alla Del Piero, e se si vede la conclusione è senz’altro così, ma Raspadori ha costruito il tutto grazie a un gesto tecnico, quello stop, che è roba per pochi eletti: Baggio, forse Bergkamp e altri fenomeni veri.

Il gol, unione di gesti tecnici clamorosi, in fondo può essere etichettato semplicemente come un gol alla Raspadori?

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