La campagna elettorale impazza questa estate. Il governo Draghi ha dato le dimissioni ed il Paese nella più critica avventura europea dopo il 45′, si avvia a nuove consultazioni. L’Italia vive in un clima da campagna elettorale praticamente sempre anche il giorno dopo gli scrutini.
Per gioco ci dedichiamo ad un sondaggio che viene rimbalzato dai social.
Promosso da un quotidiano on line, (Spazionapoli.it) col carattere semi serio, il quesito
Ferlaino o De Laurentiis?
Costretti a scegliere a chi e perché dareste il vostro voto? Aggiungiamo noi.
Ci sia permesso lo spunto di riflessione in questo weekend silenzioso e privo di colpi di scena. Il mercato langue e le news tardano a far capolino.
Ardimentoso far un parallelo tra due uomini cosi diversi, così lontani, nel tempo, nel carattere e nelle epoche. Impossibile
accostare anni ed avvenimenti lontani accomunati unicamente dal concetto di risultato.
Non è possibile, ci sia permesso.
Sono cicli storici ancor prima che aziendali. Un calcio diverso in un Paese diverso. Il calcio dell’ingegnere fatto in lire, quelle vecchie e che oggi potrebbe considerarsi povero.
Ricco, milionario, gonfiato e “malato” quello in cui naviga il Napoli moderno ed il patron De Laurentiis.
Uomini dal carattere diametralmente opposto.
Schivo, nascosto e da comparsa l’ingegnere quanto prima donna, narciso ed ingombrante il produttore Aurelio.
Curvo, “grigio”, popolare, il primo, austero e “monarchico” il secondo.
Nulla da fare nessun punto di contatto se non i colori della maglia ed uno stadio sebbene poi ribattezzato.
Ci dispiace il paragone ed il sondaggio non stanno in piedi se non su un tavolo di carattere puramente idealistico.
Però c’è un però.
Però un confronto che tenga esiste.
Analizziamo l’organigramma societario di quel Napoli e di questo.
Teniamo da parte romanticismi, ricordi, stadi e la storicizzazione del confronto Nord – Sud.
Fermiamoci ai nomi. Corrado Ferlaino,
Italo Allodi e Pier Paolo Marino.
Ne basta uno nel Napoli del sig. De Laurentiis.
Per dir cosa tutto ciò?
Per dire che tutto cambia, tutto passa, tutto scorre (panta rei) diceva il filosofo ma le aziende conservano un vecchio, antico adagio.
Occorrono Competenze.
Passa Ferlaino, passerà De Laurentiis resterà la storia di una azienda che poi tanto azienda non è.

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