Il calcio femminile nel nostro paese non raggiunge certamente i livelli di passione e seguito di quello maschile. al netto, comunque, di una evidente maggiore diffusione e crescita rispetto al recente passato.

Diverse sono le ragioni di questa situazione, apparentemente caratterizzata da una scarsa diffusione rispetto rispetto al resto d’Europa. Innanzitutto, di natura socio-culturale.

La procuratrice e talents scout Elisa Baldo, nonchè esperta del settore, spiega in esclusiva al nostro portale i motivi per cui il settore femminile da noi è relegato ad un ruolo secondario.

Il calcio femminile in Italia vede nascere i primi passi negli anni Trenta. In particolare, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il calcio femminile si organizzò con la Triestina e il San Giusto e poi di seguito con la baronessa Angela Altini di Torralbo, che fondò il Napoli femminile. Solo alla fine degli anni ’60 si disputò nel nostro paese il primo campionato nazionale, vinto dal Genoa. E nell’86 il settore femminile entrò a far parte della FGCI. Diverso il discorso su scala europea, dove già nell’800 si assiste in Gran Bretagna ad una larga diffusione del fenomeno, dove si parla dell’argomento persino nei bar e nei salotti. Con difficoltà si popolarizza anche in Scozia, Francia e Usa...”.

Quali potrebbero essere le soluzioni perchè il calcio femminile riesca finalmente a non essere considerato più uno sport di nicchia?

Credo che a differenza del ragazzo che può essere influenzato dal contesto dove vive nello scegliere il calcio come professione, se una donna sceglie di praticarlo per diventare una calciatrice professionista, lo faccia per passione e perché ci crede fortemente. Difficile che una donna molli questo tipo di carriera...”.

Quali sono le squadre più forti in Europa?

Non ho dubbi che il calcio inglese sia più avanti degli altri...”.

In Italia, invece, ci sono differenze tra nord e sud?

Non credo ci siano differenze di area geografica, perchè le squadre acquistano dall’estero le migliori calciatrici, anche perchè i nostri vivai da poco tempo hanno cominciato a sviluppare l’attività. Magari tra una decina di anni potremo vedere i risultati...”.

In definitiva, dal punto di vista manageriale, il pallone in gonnella pare avviarsi su livelli di sviluppo ragguardevoli?

“Siamo sulla buona strada. Ad una grande mente dirigenziale, c’è sempre una squadra tecnicamente di valore”.