Ventura, basta cacarella e seghe mentali: ecco cosa deve fare un cittì

Pubblicato il 8 ottobre 2017 alle 10:37 da Liberato Ferrara
ventura italia
Ventura, basta cacarella e seghe mentali: ecco cosa deve fare un cittì pubblicato il: 2017-10-08 da Liberato Ferrara

Solo chi non ha mai visto all’opera Ventura poteva immaginare che fosse adatto a guidare la nazionale. Non è un giudizio tecnico, sia ben chiaro. Ma psicologico. Avendolo visto all’opera sia pure per pochi mesi a Napoli, l’idea che era inevitabile farsi era quella di un allenatore incapace di gestire certe pressioni. Ventura, al di là delle difficoltà oggettive di quel Napoli, non faceva altro che parlare della pressione che gravava sui calciatori, di come la maglia azzurra scottasse sulle loro spalle. In realtà era lui a non reggere la pressione e finiva col trasmetterla ai giocatori. Stessa cosa che a naso (ma non avendo un contatto diretto in questo momento non possiamo mettere la mano sul fuoco) sta facendo coi nazionali.
Ventura sta commettendo tutti gli errori che un cittì non dovrebbe mai fare. Ragiona da allenatore, si lamenta di non avere i giocatori a disposizione. Non si allena così la nazionale. In nazionale si devono fare delle scelte diverse. Puntare su un blocco, ed integrarlo, laddove necessario, coi migliori possibili. Il sistema di gioco però è quello del blocco dominante. L’Italia ha vinto i mondiali nel 1982 e nel 2006 perché c’era un blocco, segnatamente quello della Juve. Bearzot e Lippi si sono adeguati ad esso, riuscendo a miscelare il meglio degli altri disponibili. L’uomo chiave in Spagna su Conti, perfettamente inserito in quel blocco. Ma nel 1982 Bearzot, che conosceva il mestiere essendo stato cresciuto in ambito federale, non chiamò Pruzzo, perché estraneo a quel sistema di gioco.
A Lippi fu più semplice, perché il blocco Juve lo aveva forgiato lui. Conte ha fatto bene, con poca qualità a disposizione, perché portò in nazionale agli europei il blocco della Juve che lui aveva forgiato.
Ventura è arrivato con la folle idea di fare un calcio suo. Non ha la possibilità di utilizzare un blocco di una squadra di club, perché altrimenti dovrebbe mandare in campo giocatori dell’Atalanta o del Sassuolo. Ma non può prescindere da alcune cose. La difesa a tre, con Bonucci, Barzagli e Chiellini che negli ultimi 6 anni è stata dominante in Italia. A quel punto le scelte sono obbligate. Ha bisogno di un centrocampo a tre, con un regista e due mediani, e due esterni capaci di cantare e portare la croce. Diciamo Verratti centrali, due corridori/incursori ai suoi fianchi e due esterni che sappiano costruire e difendere. Ce ne sono tanti, anche se nessuno sembra essere un fenomeno. In attacco due punte, una forte fisicamente, ed un’altra più rapida che agisce più o meno al suo fianco. Non ha alternative Ventura, deve giocare come giocava la Juve di Conte prima, e poi di Allegri, quello prima maniera almeno. Hai giocatori per farlo? Diciamo di si.
Buffon in porta; Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo Verratti, De Rossi, poi uno a scelta tra Parolo, Marchisio (se sta bene), Pellegrini di cui si dice un gran bene. Sulle fasce Darmian a sinistra. A destra non c’è molto, diciamo Zappacosta, ma in alcuni casi potrebbe andare bene anche Candreva. Inutile aspettare De Sciglio o Santon, meglio D’ambrosio. O Conti, quando starà bene.
In avanti uno tra Immobile o Belotti (non tutti e due) e Insigne, che libero da compiti eccessivi di copertura può essere libero di inventare. Venerdì sera solo Lorenzo ha inventato qualcosa, è l’unico calciatore italiano in grado di farlo.
Non c’è tempo per inventare nulla, Ventura deve capire che non allena la nazionale, fa seleziona gli azzurri. E Ventura, ma questo è oggettivamente più complicato, deve imparare a gestire la pressione.
In termini brutali, ma la cosa rende l’idea, deve finirla di farsi seghe mentali tattiche, e di cacarsi sotto.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone








Lascia un commento