Scudetto della vergogna, deciso da una frase di Vialli

Scudetto della vergogna per il calcio italiano

Si dice sempre che la storia la scrivono i vincitori, in Italia la storia del calcio la scrivono il lecchini dei vincitori. Francamente avvilenti i commenti allo scudetto della Juve, più ancora, e ce ne vuole, di quanto avvilente non sia stato l’esito del campionato. Avvilente per il calcio italiano, e non per il Napoli, sia ben chiaro.

Sentite e lette cose allucinanti, a partire dal fatto che il Napoli è venuto meno nel momento chiave della stagione. Il Napoli, che ha fatto una stagione pazzesca è venuto meno quando si è reso conto che lo scudetto non glielo avrebbero fatto vincere. Ha resistito mentalmente ad uno stillicidio di aiuti ai rivali ogni volta che ne avevano bisogno.

La direzione di Orsato a San Siro è solo l’atto finale (il penultimo a dire il vero, dopo c’è stato Irrati col Bologna). Ma prima ogni volta che i bianconeri erano in affanno, tac, l’aiutino. E’ stato così nelle due trasferte più delicate nella prima metà della stagione, a Firenze e Roma contro la Lazio. Così a Cagliari. E taciamo Benevento e Chievo: coi sanniti magari avrebbero vinto lo stesso, a Verona furono fessi i clivensi. Il Napoli avrebbe avuto solo il mitico aiuto di “Mertens a Crotone”: premesso che non era rigore, gli azzurri avrebbero potuto vincere lo stesso, come la Juve a Benevento.

Orsato ha solo finito il lavoro avviato da… Vialli

Poi c’è stato Orsato e lo scandalo di San Siro, quello che ha fatto ridere tutto il mondo, Italia esclusa, sia ben chiaro. La verità è che al Napoli non sarebbero bastati 100 punti per vincere. Quando la squadra lo ha capito ha mollato mentalmente. Sarri ha detto che lo scudetto è stato perso in albergo a Firenze. Non è vero: lo scudetto è stato perso tanto tempo prima, quando “colà dove si puote” si è deciso che anche quest’anno le cose dovevano andare in un certo modo.

La svolta della stagione c’è stata quando Vialli ha detto in TV che la Juve non poteva perdere il primo scudetto dell’era Var. E’ stata la parola chiave. Da quel momento il destino del Napoli, e del calcio italiano è stato segnato. Il resto sono chiacchiere, lasciano il tempo che trovano.

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Lettera ai tifosi della Sampdoria

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