Fa bene Adl a non rinnovare a Reina

Pubblicato il 20 luglio 2017 alle 12:18 da Liberato Ferrara
napoli reina
Fa bene Adl a non rinnovare a Reina pubblicato il: 2017-07-20 da Liberato Ferrara

Vado controcorrente: sono contento che De Laurentiis non abbia voluto incontrare Quillon, l’agente di Reina (e di Rafa), così come l’anno scorso mandò al mare il procuratore di Insigne.
Io dico chiaro e forte il mio pensiero: SONO CONTRARIO AL RINNOVO DEL CONTRATTO A REINA (adesso, perlomeno).
Facciamo una premessa.
Il Napoli ha un progetto chiaro: confermare tutta l’ossatura della squadra e aggiungere pochi tasselli funzionali al rafforzamento dei ruoli scoperti senza alterare gli equilibri di spogliatoio.
Vi ricordate il mio discorso sulle sirene di Ulisse da non ascoltare? Più che mai attuale.
A differenza di Roma e Inter che si devono rifondare, cedendo e acquistando, a differenza di Juve e Milan che procedono a colpi di nomi importanti (anche in uscita, per i bianconeri), il Napoli ha un’identità chiara, un gioco scintillante e collaudato, e – altro che timore di non confermarsi – pure margini di miglioramento importanti.
A parer mio – lascio da parte il discorso portiere – tutto dipende da 3 uomini affinché il progetto si riveli vincente: Albiol, Callejon e Hamsik, cioè l’asse portante della squadra che deve riuscire a confermare il proprio rendimento, quelli che sono gli “anziani”.
Fortuna vuole che i nostri anziani siano ancora “giovani” e tutto lascia pensare che non avranno cali, a differenza di quelli in difesa della Juve che sono molto più avanti negli anni e rischiano di rendere fragile le magnifiche fondamenta del granitico palazzo juventino, che sulla difesa ha basato i suoi successi ed ora perde i pezzi.
Non mi lascio abbagliare dai nomi altisonanti in arrivo davanti: dietro non saranno mai più come prima per leggi di natura (e di mercato, perlomeno questa è la speranza).
Per tutti gli altri azzurri, si può ben sperare che possano solo migliorare.
Innanzitutto abbiamo 2 acquisti “nuovi”, Ounas e Mario Rui, che secondo me sono funzionali al progetto. Per età e costo non sono ingombranti, e il talentino può crescere bene all’ombra dei titolari ma ha già fatto vedere che ha stoffa.
Poi ci sono i “veri” acquisti importanti: Milik e Rog, giocatori anzi importantissimi (ma spero di considerare tali anche il costoso Maksimovic e il lungodegente Tonelli che a me continuano a piacere).
Poi per tutti gli altri vedo una crescita possibile: partendo dalla coppia di top (o tap?) player Mertens e Insigne, il primo ormai centravanti nella testa e non più bisognevole di periodi di apprendimento, il secondo per l’evidente consacrazione in atto: non dimentichiamo che il belga esplose a dicembre e Insigne si sbloccò solo alla 13.ma partita! Si può ben sperare che non si perdano 4 mesi per averli al massimo del rendimento, o no?
Zielinski già l’anno scorso ha fatto intravedere cose egregie e questo è l’anno della consacrazione, considerando che per Sarri ha le “stimmate del fuoriclasse”, Diawara non può che migliorare esponenzialmente, Allan è nel pieno della maturità agonistica e Jorginho ha finalmente preso in mano la squadra e interpreta il ruolo di regista moderno in chiave Sarri come piace al tecnico.
Dietro Koulibaly e Ghoulam non avranno la Coppa d’Africa a condizionarne il rendimento né si assenteranno, per cui potranno dare di più, specie l’algerino che nel finale di stagione è stato grande protagonista.
Il senegalese è ormai uno dei più forti difensori al mondo.
E Chiriches resta un’alternativa di esperienza e valore tecnico a parer mio notevole.
Resta Hysaj che al primo anno ha fatto benissimo, al secondo meno (scontando una overdose di impegni tra club e nazionale) ma che per età ed applicazione a mio parere è una garanzia assoluta (non avrà piedi fatati, ma gente forte nelle due fasi come lui ne vedo poca in giro).
Poi c’è il trio dell’usato sicuro, Pavoletti, Giak e Maggio, cioè giocatori che – ripeto – in una rosa “profonda” sono necessari, perché sono “usato sicuro” pronto all’uso e consapevoli del loro ruolo di scorta (dal 21.mo al 23.mo posto).
Insomma, la squadra che nel girone di ritorno ha staccato le rivali ha tutto non solo per ripetersi ma anche per migliorare, cominciando dalla consapevolezza di sé e dalla mentalità che ormai sembra acquisita.
I giocatori che nel girone d’andata non avevano fatto bene, i Jorginho, gli Hysaj, i Ghoulam, hanno avuto tutti miglioramenti importanti nel ritorno.
Premesso che un Widmer alternativo a Hysaj lo prenderei di corsa per migliorare la qualità anche in quel ruolo (il meno qualitativo tecnicamente dati i piedi di Hysaj e Maggio non proprio da brasiliani), resta il nodo-portiere.
Diciamoci la verità, senza per questo far partire la guerra per bande: Reina nei due ultimi campionati scorsi, da quando è tornato dalla Germania, senza volerlo crocifiggere, non ha dato quanto ci si aspettasse.
Nessuno discute la sua leadership, la simpatia prorompente, il suo gioco di piede e di mano in fase di rilancio, probabilmente il migliore al mondo ed indispensabile nel gioco sarriano. Ma il “portiere che para” è “conditio sine qua non” per qualsiasi progetto ambizioso e da questo punto di vista Pepe non ha fatto benissimo.
Ha pure 35 anni e va per i 36 ed un fisico muscolarmente complesso.
Quest’anno a furor di popolo (specie di squadra e tecnico) Reina resta il titolare e non gioca gratis, visto che 2 “babbettoni” e mezzo netti se li mette in saccoccia, non proprio bruscolini.
Il Napoli lo affianchi con un portiere esperto e pronto alla bisogna a surrogarlo: Karnezis, 3 anni titolare a Udine dove ha fatto bene e portiere di esperienza internazionale visto che è titolare della nazionale greca, non proprio l’ultima, può andare bene.
Ma si nobiliti il mercato prendendo il talento più puro dei prossimi 15 anni lasciandolo crescere da titolare in A a Ferrara, Meret.
Il discorso del contratto necessario alla presunta serenità del portiere francamente lo trovo ridicolo.
Dovrà essere Reina stesso a suon di buone prestazioni a meritarsi la riconferma come ha fatto Insigne da serio professionista, e procrastinare l’arrivo del friulano sulle sponde di Napoli.
Il contratto c’è per quest’anno e va rispettato, come ha ricordato De Laurentiis a Footbal Leader: “pacta sunt servanda”.
Il rinnovo non serve, anzi la mancanza è più utile per mettere… Pepe al culo.

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