Pavarese: non si può prescindere da Callejon

Pubblicato il 24 settembre 2015 alle 7:11 da Liberato Ferrara
Pavarese: non si può prescindere da Callejon pubblicato il: 2015-09-25 da Liberato Ferrara

di Gigi Pavarese

Che in Emilia Romagna si mangi bene è risaputo, e forse il Napoli ne ha approfittato un pò troppo, risultando appesantito, poco dinamico, poco lucido, soprattutto poco veloce nel tessere quelle trame fatte di mantenimento prolungato, utile a muovere e sfiancare gli avversari, e verticalizzazioni improvvise, che nella doppia cinquina della settimana scorsa erano state la chiave tattica offensiva delle affermazioni azzurre.
Che ieri il Napoli, contro il sempre intenso ed agonisticamente fervente Carpi di Castori, avrebbe dovuto fare la partita era immaginabile, in primis per il livello qualitativo fra le due squadre ed anche perchè era prevedibile che il Carpi avrebbe badato a difendersi, compatto stretto ed aggressivo nei propi ultimi sessanta metri di campo, per poi provare a ripartire, magari sfruttando l’ampia porzione di campo che poteva venirsi a creare.
Partiamo appunto dai pochi spunti positivi che la serata del “Braglia” lascia in eredità a Sarri.
La solidità del pacchetto difensivo, i sincronismi, l’affiatamento nello scaglionarsi e darsi copertura unita alle corrette interpretazioni delle situazioni tattiche, in cui si richiedeva di marcare o coprire preventivamente da parte di tutti e quattro i difensori.
Passando alle note meno liete, al Napoli ieri è parsa mancare la ricerca della profondità senza palla:
i due esterni bassi sono stati poco propositivi e continui nel sostenere la manovra offensiva, stessa cosa per Alla ed Hamsik, ieri più tendenti a lavorare con Valdifiori nel palleggiare nella zona mediana, Maertens ed Insigne poco propensi ai movimenti senza palla tendenti ad allungare la squadra. Trequarti offensiva che è risultata troppo intasata con Higuain chiuso nella morsa dei difensori centrali avversari con poco spazio da attaccare, che lo ha visto faticare non poco alla ricerca di spunti giusti.
Nel complesso un Napoli poco dinamico e poco propenso al gioco senza palla ma che probabilmente esce da Modena con una certezza: se la scelta continuerà ad essere il 4-3-3, la presenza di Callejon appare imprescindibile, direi anche irrinunciabile, perchè tra gli attaccanti esterni è quello che più di tutti chiama il servizio sulla corsa in profondità, e siccome il calcio di Sarri predica e ricerca vericalità, lo spagnolo può e deve essere l’arma letale.
Archiviata con amarezza la serata modenese, ora concentriamoci sul prossimo impegno casalingo. Sabato semplicemente c’è “NAPOLI – JUVENTUS”, una classica che però sotto il profilo tecnico quest’anno di certezze ne regala poche, ed ecco che improvvisamente, da una diversità culturale e calcistica, che è sempre stata storia, allo stato attuale delle cose, Napoli e Juve sembrano assomigliarsi tremendamente. Due squadre reduci da cambiamenti radicali, due squadre ancora in piena evoluzione, ancora alla ricerca di una nuova e completa identità tattica che induce quindi la gara di sabato sera a sfuggire ad ogni pronostico.
Al Napoli il compito di ricoradre due cose:
la prima è che la Juve è sempre la Juve, la pensi morta e lei ti sorprende, sa essere umile, operaia, cinica e per questo vincente (quasi sempre);
la seconda è che il Napoli camaleontico, capace di giocare un calcio offensivo dinamico, totale senza riferimenti per gli avversari e soprattutto concentrato e compatto difensivamente, visto settimana scorsa, può davvero battere chiunque……….. anche e soprattutto questa Juventus.

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