Smettiamola con la cazzata che il Napoli gioca bene: non serve a nulla

Pubblicato il 8 agosto 2017 alle 9:52 da Liberato Ferrara
napoli sarri
Smettiamola con la cazzata che il Napoli gioca bene: non serve a nulla pubblicato il: 2017-08-08 da Liberato Ferrara

Questa storia che il Napoli gioca il calcio più bello d’Italia, forse dell’intera galassia, diciamoci la verità, ha rotto i coglioni, scusate il francesismo. Il ben gioco è al massimo il fine per arrivare al risultato, non lo scopo.
Il calcio, piaccia o non piaccia questo è il regolamento, premia con la vittoria chi fa un gol più degli avversari, o se preferite, ne subisce di meno. Questo è lo scopo del gioco. Poi ci sono vari modi per provare a vincere. Attaccando in massa, tenendo il più a lungo il pallone; ovvero chiudendo tutti gli spazi agli avversari, e provare a fare gol in contropiede.
Arbitrariamente qualcuno ha deciso che chi tiene il pallino del gioco a lungo gioca bene, che fa catenaccio gioca male. Ma non sta scritto da nessuna parte che sia così. Il bel gioco nel calcio è un concetto astratto, l’unico dato concreto è dato dal numero dei gol segnati e subiti. Il resto sono cazzate.
Possiamo discutere se il miglior sistema di gioco per arrivare alla vittoria, ossia a segnare un gol più (o subirne uno in meno) dell’avversario sia quello di tenere il pallino del gioco, o difendersi ad oltranza. Possiamo discuterne tutto il tempo che vogliamo, ma non ha senso. Anche perché il concetto cambia di squadra in squadra. Il Milan di Capello (non di Sacchi, ma di Capello) è stata negli anni 90,quando il calcio italiano era il più ricco e di conseguenza il più forte del mondo, una squadra fenomenale. Vinceva quasi sempre 1-0, perché aveva una difesa fantastica, con Panucci, Costacurta, Baresi e Maldini, oltre a Desailly in mezzo al campo, contro la quale tutti andavano a sbattere, al punto che si poteva permettere il lusso di giocare con Pazzagli o Sebastiano Rossi in porta, ossia sostanzialmente senza portiere. La Juve di Conte prima e di Allegri poi ha vinto sin qui 6 scudetti consecutivi perché è la squadra che, grazie a Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, difende meglio. Se provate a pensare all’Italia campione del mondo del 2006 i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Cannavaro, Buffon, Materazz, Zambrotta e Grosso. Tutti difensori. Nessuno ricorda le prestazioni di Totti, Del Piero, Toni o Gilardino.
Il Napoli di Sarri, così come è costruito, non ha alternative: o tiene palla e gioca nella metà campo avversaria, o sono dolori. Il Napoli non sa difendersi. E non per colpa del suo allenatore, ma per i giocatori che ha. Per questo motivo al Napoli è indispensabile un portiere come Reina, che semmai tra i pali non è (più) un fenomeno, ma è il primo regista della squadra. Il Napoli è stato costruito nel corso degli anni in un certo modo per cui ti serve in mezzo al campo un giocatore come Jorginho, che non offre protezione alla difesa, ma che è capace anche di fare 150 passaggi a partita, e guidare il pressing nella trequarti avversaria. Basta vedere le ultime amichevoli.
Il Napoli, fateci caso, sviluppa sempre il suo gioco sulla fascia sinistra (Ghoulam, Hamsik, Insigne), mentre sulla destra a prescindere dai gol di Callejon, non fa gioco: alzi la mano chi ricorda un cross decente di Hysaj o Maggio… In compenso i gol arrivano tutti dall’altra parte. Poiché sono cose che si ripetono da anni, non possiamo non tenerne conto.
Godiamoci il Napoli, non per il gioco, che lascia il tempo che trova e che, come detto, è una mera invenzione giornalistica e non ha un senso pratico, ma per i risultati, che nell’insieme sono positivi. Ma che nessuno dica che il Napoli merita di vincere perché gioca bene. Non è vero. Il calcio ha una sola regola che vale sempre: attacchi quando puoi, ti difendi quando devi. Non ha senso dire che si gioca bene perché si attacca sempre, anche quando non è possibile e lo si fa in modo scriteriato portando 7/8 giocatori nella trequarti avversaria, soprattutto è folle non pensare a difendersi al meglio quando è indispensabile. Del resto se porti 8 giocatori nella trequarti avversaria, è dura per tutti tornare a difendere. Alla lunga la cazzata ti scappa.
L’equilibrio è la cosa fondamentale. I campionati non si vincono vincendo spesso 7-1, 5-0, 5-1 o ripetendo le varie goleade dello scorso anno. I campionati si vincono anche vincendo 1-0 in casa con Palermo, Sassuolo. Lazio, o buttando qualche pallone in tribuna quando sei in difficoltà (vedi sconfitta interna con la Roma arrivata per un errore di Koulibaly che invece di buttare la palla nei distinti si mise a fare il giocoliere in area di rigore).

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