In Olanda il Napoli si gioca… lo scudetto

Pubblicato il 6 dicembre 2017 alle 9:41 da Liberato Ferrara
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In Olanda il Napoli si gioca… lo scudetto pubblicato il: 2017-12-06 da Liberato Ferrara

Tra stasera e soprattutto domenica il Napoli si gioca la stagione. Sembra una follia pensare una cosa del genere, ma la vera follia è quello che è accaduto a Napoli in questi giorni, quello che sta accadendo. Siamo passati dall’avere la squadra più forte del mondo, grazie all’allenatore migliore di tutti i tempi, ad essere improvvisamente dei brocchi. Sarri da professore universitario è diventato poco meno che bidello. A Napoli siamo fatti così, è la nostra condanna (ma anche la nostra fortuna, quella che ci permette di esaltarci per poco e vivere una realtà virtuale che è decisamente superiore a quella effettiva), ed il calcio è l’esaltazione della cosa.
Il Napoli ha perso una partita, giocando maluccio, con la Juve. Sta giocando non al meglio da tempo, ma aveva quasi sempre vinto e nel frattempo ci si era esaltati pensando che era straordinario il fatto che si vincesse anche giocando male. Quando giochi male con l’Udinese, col Sassuolo e finanche col Milan di questi tempi puoi vincere. Quando giochi male con la Juve perdi. Anche la Juve ha perso in questo campionato giocando male con Lazio e Sampdoria, mentre altre le ha vinte.
Lo scorso anno il Napoli giocò male, malissimo, tra ottobre e novembre, e perse tanti punti. Poi chiuse in crescendo. L’anno precedente, il primo dell’era Sarri, giocò benissimo in autunno, e crollò a fine stagione. Era quello il primo anno in cui Sarri ed il suo staff doveva amministrare una squadra in campo ogni tre giorni, l’idea che possano aver aggiustato qualcosina strada facendo è possibile.
Questo per dire che grandi elementi di preoccupazione non ce ne dovrebbero essere. Il Napoli ha sin qui fatto 38 punti in 15 partite, e visto il calendario l’idea di chiudere a 50 punti il girone di andata è tutt’altro che peregrina. Il Napoli è l’unica ad aver giocato tutti i suoi scontri diretti del girone di andata. Se in questo momento dovessimo indicare quale è la squadra favorita per il titolo di campione di inverno a rigor di logica non avremmo dubbi a dire Napoli.
Nonostante ciò in città è cambiato tutto. Adesso c’è grande pessimismo. E se uno pensa che la Juve sta trovando il suo equilibrio la cosa ci può anche stare. Ma da qui a dire che Sarri è questo o quello, francamente è troppo. C’è anche chi ha detto che il tecnico non vincerà mai nulla perché troppo integralista, che contro la Juve doveva giocare in altro modo. E poi la madre di tutte le critiche: non sa usare la panchina.
La forza del Napoli è il gioco: se questa estate tutti hanno detto che gli automatismi trovati in tre anni sarebbero stati l’arma in più degli azzurri, ora sarebbe quanto meno folle pensare di cambiare. Hanno detto anche che il Napoli va in crisi contro le squadre che fanno catenaccio, e che tutti hanno imparato la lezione. In verità questo è l’uovo di Colombo. Il Napoli di Sarri ha sempre fatto fatica, è sempre stato meno brillante, contro chi fa catenaccio. Soffrì 2 volte su 2 il Carpi di Castori, ha fatto fatica col Chievo. E’ chiaro che quando il catenaccio lo fanno Juve e Inter è ancora più complicato. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: per fare catenaccio al San Paolo l’Inter ha rinunciato alla fase offensiva, Icardi non ha mai tirato in porta. E la Juve in 95 minuti nelle condizioni tattiche ideali ha costruito oltre al gol solo 2 occasioni, e la Juve di quest’anno è una macchina da gol. Il calcio è equilibrio ed episodi. Se va gol Hamsik dopo 1 minuto, è un’altra partita. Il Napoli non può e non deve cambiare gioco. Ci sono pro e contro: del resto vale anche nel matrimonio, non esiste la moglie ideale. Ma non è che uno cambia moglie a secondo delle circostanze.
Poi c’è la storia della panchina che non viene utilizzata. Premessa: a dire che Sarri non sfrutta tutti i giocatori in organico sono gli stessi che ancora gli rinfacciano il turnover in Ucraina che rischia di mandare il Napoli fuori dalla Champions. Sarri fa turnover come tutti gli allenatori al mondo. Utilizza tutti i giocatori che ha a disposizione e che ritiene all’altezza. Maggio, Chiriches, Zielinski, Diawara, Rog hanno tutti un minutaggio importante. E lo avrebbe avuto anche Milik. Se Maksimovic, Giaccherini e Ounas giocano poco è solo perché Sarri non li vede. Il problema del Napoli è, ma nessuno ha il coraggio di dirlo, che in attacco devono per forza giocare i soliti, perché non ci sono altri giocatori. L’anno scorso, al netto dell’infortunio di Milik che è lo stesso, ce ne era uno in più. C’erano come oggi, Callejon, Mertens, Insigne e Giaccherini (che non giocava mai); poi c’era El Kaddouri sostituito da Ounas (entrambi giocando pochissimo), e poi c’era Gabbiadini prima e Pavoletti poi, che di tanto in tanto giocavano, e Gabbiadini fece anche qualche gol. Oggi non c’è nessuno al loro posto. E questo si paga.
Perché tra oggi e domenica ci giochiamo una stagione? Perché siamo a Napoli. Se non si vince, soprattutto con la Fiorentina, diventa davvero dura.

– Sarri: i grandi si rialzano subito

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