Malagò e De Laurentiis: continua la guerra a distanza

Pubblicato il 13 aprile 2018 alle 12:51 da Liberato Ferrara
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Malagò e De Laurentiis: continua la guerra a distanza pubblicato il: 2018-04-13 da Liberato Ferrara

Malagò provoca ADL: “Fossi in lui comprerei il San Paolo”

Malagò è uno tosto, di quelli che difficilmente li prendi in castagna. Uno di quelli che se te lo fai nemico, potente com’é, ti crea problemi a non finire.. Politico vero, magari ci fosse uno come lui nei partiti, ma mai dire mai, deve avere qualche conto in sospeso con De Laurentiis. Oddio: il presidente del Napoli non brilla per simpatia, lui è uno che i nemici quando non ci sono se li inventa. In occasione dell’ultima assemblea di Lega deve averlo fatto ammattire Malagò, al punto che questi alla fine ha specificato ufficialmente che il Napoli era la sola società a non aver votato una modifica regolamentare.

Malagò è uno potente, ed è uno intelligente, sa anche come colpirti. Ieri a freddo una provocazione non da poco: “Fossi in De Laurentiis comprerei il San Paolo”… Premessa: non è vero. Fosse in De Laurentiis al massimo accetterebbe in regalo il San Paolo, come la Juve ha accettato in regalo il Delle Alpi. Ma Malagò sa troppo bene che a De Laurentiis il fatto di avere uno stadio di proprietà non passa neanche per l’anticamera del cervello. Ha tutto gratis, manutenzione straordinaria compreso, paga il fitto se e quando ne ha voglia. Sapendo per altro che non potrà mai essere messo alla porta, per ovvi motivi. Sa bene per altro che non ci sarà mai nessun imprenditore disposto a rilevare lo stadio dal Comune, per cui non ha motivo di muoversi.

De Laurentiis non ci pensa proprio…

Le parole di Malagò servono solo a mettergli il bastone tra le ruote in qualche modo. Ci risulta difficile credere che possa minimamente essere impressionato dalla cosa. Ma è innegabile che un certo fastidio lo creano. Non si capisce per altro perché il presidente del Coni dovrebbe essere interessato al fatto che una società privata compri uno stadio. Per altro in questo modo lo stadio, oggi formalmente aperto ad altre discipline, verrebbe assolutamente riservato al calcio e basta. Magari qualche concerto (portano soldi), non certo alle piccole associazioni di atletica leggera. Il presidente del Coni avrebbe interesse a che lo stadio restasse comunale, per tutta evidenza. Ma non ha resistito alla tentazione di fare un piccolo sgarbo.

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