Figc: una poltrona per 3. Alla fine la spunterà… il più debole

Pubblicato il 13 gennaio 2018 alle 17:01 da Liberato Ferrara
malagò figc
Figc: una poltrona per 3. Alla fine la spunterà… il più debole pubblicato il: 2018-01-13 da Liberato Ferrara

Lotito presidente della Figc, e Tavecchio presidente della Lega? Possibile, anche se altamente improbabile. A tutto c’è un limite. Sta di fatto anche la semplice possibilità, sia pure remota, che una cosa del genere possa accadere da la misura della situazione disastrosa del calcio italiano. I due sono il classico esempio di attaccamento ad una poltrona, purché sia.
Lotito si è proposto come presidente della Lega di A, dopo aver fallito l’assalto alla Lega di B. Ci prova anche per la presidenza federale. Il tutto rigorosamente senza aver presentato lo straccio di un programma in nessun ambito.
Tavecchio avrebbe venduto la mamma (si fa per dire) per non lasciare la presidenza Federale. Oggi sarebbe felicissimo di avere la poltrona di presidente della Lega di A, dopo 9 mesi da Commissario. In alternativa gli andrebbe bene anche tornare alla Lega Dilettanti, se Sibilia dovesse diventare presidente federale. Anche lui senza aver presentato lo straccio di un progetto per nulla.
L’idea che Lotito possa diventare presidente federale al momento è estremamente improbabile. Può contare, dice lui, su 12 società di A, ossia sul 60% di una Lega che conta per il 12% in sede di elezione federale, ossia il 7,2%. Forse prende altri spiccioli in Lega di B, ma anche li prendesse tutti, e non sfiora neanche la metà, la Lega di B pesa il 5%. Lotito è fuori dai giochi. Per altro al momento non è ancora stato indicato da nessuna componente federale, e non è detto che la Lega di A lo candidi.
Diciamo che i candidati sono 3 per la presidenza della Figc: Sibilia, Gravina e Tommasi. Sibilia può contare sul 34% della Lega dilettanti. Tommasi sul 20% dei calciatori, e sul 10 degli allenatori. Gravina con la sua Lega Pro pesa poco o nulla. Ma per assurdo al momento sembra essere il favorito.
Tommasi non sarà mai presidente. Le Leghe lo vedono come controparte sindacale, non lo voterebbero mai, e lo sa bene. Ha già fatto il pieno dei voti, diciamo che potrebbe prendere il 2% degli allenatori, ma non arriva neanche ad un terzo dei voti. Sibilia è l’uomo forte del momento. Ha il 34%, ma può pescare nelle altre leghe. Ha un progetto vero, credibile, ma che inevitabilmente proprio per essere vero, è sgradito a molti. E’ furbo, intelligente. Sa bene che rischierebbe di bruciarsi. Ed ecco allora l’ipotesi più credibile. Gravina presidente, con Sibilia vice-presidente vicario, con le deleghe fondamentali. Tommasi potrebbe portare a casa l’altra vicepresidenza, con la la delega per le nazionali, da girare ad un altro calciatore.
Al momento sono 3 candidati e mezzo per la poltrona di presidente della Figc. Di qui a fine gennaio potrebbe restare un solo uomo, quello più debole, il trionfo del compromesso. Il risico andrebbe perfezionato con un nuovo presidente della Lega Pro, che però dovrebbe sparire di qui a poco, con la reintroduzione del semiprofessionismo. E soprattutto con il nuovo presidente della Lega di A. Un tecnico, capace di mettere tutti d’accordo. Che si deve occupare della sola cosa che interessa ai presidenti di A: i diritti sportivi.

– Sibilia candidato dalle società dilettanti

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