Flop abbonamenti del Napoli: c’è un disegno preciso della società

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 11:47 da Liberato Ferrara
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Flop abbonamenti del Napoli: c’è un disegno preciso della società pubblicato il: 2017-09-06 da Liberato Ferrara

Il dato degli abbonati del Napoli è impressionante: appena 6 mila. Meno di Spal e Benevento, giusto per capirci. La cosa deve in qualche modo fare riflettere. Anche nei momenti più bui della sua storia il Napoli ha avuto uno zoccolo duro di fedelissimi superiore ai 20mila. Oggi che per unanime consenso gioca il miglior calcio d’Italia, e parte anche favorita per lo scudetto, un dato del genere non si può spiegare se non con una precisa scelta societaria. Oltre che con una follia fatta lo scorso anno.

De Laurentiis non ci ha mai tenuto troppo a fare molti abbonati. Non a caso il Napoli è sempre l’ultima società a far partire la campagna abbonamenti. Altre squadre lo fanno appena finisce il campionato, al più tardi ai primi di giugno. In questo modo non solo si ha più tempo per vendere le tessere, ma si entra sul mercato in un momento in cui c’è qualche soldi in più, specie nelle tasche dei giovani. Ad agosto è tardi, i soldi sono stati già spesi per le vacanze. In più non si fa nessuna campagna pubblicitaria.

Per di più lo scorso anno c’è stata una cosa che è nella storia del calcio (ma anche di altre forme di spettacolo, del teatro ad esempio) per la quale il costo sostenuto da coloro i quali hanno comprato di volta in volta il biglietto è stato di gran lunga inferiore rispetto a quello dell’abbonamento. Vedere le partite in Tribuna Posillipo è costato agli abbonati 1500 euro, vedere le stesse partite a coloro che hanno preso il biglietto di volta in volta è costato meno di 1000 euro, il 33% in meno, per di più senza la necessità di dover anticipare la spesa e di poter selezionare le partite da vedere.

Una cosa per tutta evidenza senza logica. Anzi una logica deve avercela: al presidente del Napoli non interessa affatto vendere gli abbonamenti. Preferisce di gran lunga vendere i biglietti di volta in volta, perché in questo modo pensa di incassare di più. O, a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, per avere un numero di tagliandi enorme da mettere a disposizione (a pagamento, ovvio) degli sponsor. Il che in occasione delle grandi sfide di campionato e di Champions (agli abbonati in questo caso è quasi inevitabile dare il diritto di prelazione) è fondamentale.

De Laurentiis potrà capire poco di calcio, essere poco tifoso, ma di certo è uno che i conti sa farli sin troppo bene. Sicuramente la sua scelta è ponderata, non fosse altro che per il fatto che la ripete di anno in anno. Quest’anno gli abbonati, nonostante tutto, sono stati molti più di quelli dell’anno precedente… Sta di fatto che dal punto di vista tecnico forse il Napoli ci perde qualcosa. L’abbonato è tifoso vero, uno di quelli che sa anche come sostenere la squadra nei momenti difficili. L’occasionale è uno a cui piace il calcio, ma non è di aiuto alla squadra. E quando il biglietto viene venduto allo sponsor può finire nelle mani di chiunque…

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