Chiariello: non è il portiere il problema del mercato azzurro

Pubblicato il 6 agosto 2017 alle 7:21 da Liberato Ferrara
napoli reina de laurentiis
Chiariello: non è il portiere il problema del mercato azzurro pubblicato il: 2017-08-06 da Liberato Ferrara

Torno a ribadire il mio pensiero: a me del portiere per quest’anno non me ne frega niente! Dato che Reina ha un contratto da onorare e può andare tranquillamente a scadenza senza creare danni economici alla società (il suo valore di mercato è irrisorio data l’età), e visto che Sarri e squadra hanno fatto quadrato attorno al loro portiere, c’è da augurarsi che il buon Pepe faccia meglio degli ultimi due anni tirando fuori l’orgoglio e le qualità che l’hanno portato 4 volte in 10 anni ad essere considerato nella classifica ufficiale dell’IFFHS tra i primi 7-8 portieri del mondo, l’ultima proprio nel suo primo anno napoletano.
È senz’altro il più bravo di tutti con i piedi e nel rilancio di mano, ma un portiere deve pure parare!
Ed è un falso problema pure quello del secondo portiere se Sarri finalmente sdogana Sepe, che ho sempre considerato molto valido unitamente a Iezzo che lo conosce bene, che pure ha parato (e bene) da titolare per lui a Empoli.
Va invece ceduto assolutamente Rafael, perché è uno spreco regalare 1.100.000€ ad un terzo portiere e va salvaguardato l’investimento fatto su di lui di 5 milioni di euro.
Un Karnezis a rinforzare la batteria dei portieri al posto di Rafael non mette molto ma può essere utile, come un terzo portiere giovane e di qualità come Radunovic se si promuove Sepe come secondo.
Semmai io ho il rammarico per Conti prima e Widmer adesso, perché nel terzino destro trovo l’unico ruolo dove manca qualità nelle alternative, pur avendo molto rispetto di Maggio.
Così come non me ne frega niente se arriva il giovane russo del City (che non conosco) al posto di Giak o se resta Giak, che stimo. Mi fido di Giuntoli, se porta il biondo mancino avrà visto in lui delle qualità importanti, ma se non arriva non mi strapperò i pochi capelli che ho come non l’ho fatto per Berenguer.
Lo ribadisco: il 90% del lavoro era confermare (come ha fatto De Laurentiis) i 20 giocatori principali e ripartire da primo della classe quale è stato il Napoli da dicembre in poi, da quando è esplosa la coppia dei tap-player Ciruzzo bomber centrale e Lorenzinho il funambolo, finalmente titolari inamovibili, 46 gol in due in campionato, 54 in totale.
Oltre l’interessante Ounas, ed il valido Rui (che non è meglio di Strinic ma forse piace di più a Sarri e noi crediamo nel Maestro), i veri acquisti del Napoli saranno la crescita di Zielinski e Diawara e soprattutto 3 uomini come nuovi, i 3 veri nuovi acquisti del Napoli: Maksimovic, Rog e Milik.
A me piuttosto interessa che il Napoli metta subito le mani sul portiere del futuro, che sia italiano, Meret o Perin, o straniero, Rulli (faccio fatica a vincere la mia avversione per pipelet argentini ma questo qui appare forte assai).
Non nascondo che stravedo per Meret, che opzionerei e farei carte false per prenderlo per l’anno prossimo, dopo averlo svezzato alla Spal per un anno.
Come stravedo per Chiesa, l’altro talento che quest’anno la Viola non può vendere ma che l’anno prossimo si può portare a casa.
Ecco, rimanere così vendendo solo Strinic, Zapata e Rafael (mi terrei sia Pavoletti che Tonelli), a parte i ragazzini da piazzare, mi può star bene se arrivano un portiere di riserva promuovendo Sepe secondo o un quasi titolare (Karnezis) dietro Reina ed un terzino destro di valore, a patto che si lavori per il futuro adesso: Meret e Chiesa da opzionare a tutti i costi. Il colpo Keita? Sarebbe fantastico ma non necessario.
Lasciate perdere gli intellettuali che danno voce al popolo tifosoide: manca fisicità e compriamo solo tappetti; prendiamo sempre gli stessi gol; ci voleva un top player, ah Bonucci dove sei; se siamo finiti terzi, senza rinforzi importanti, con le altre che si sono rinforzate, come possiamo pensare di arrivare primi?; etc.
I Trombetti ed i De Giovanni nobilitano gli ipercritici.
Ed invero le loro critiche possono avere in linea di principio qualche fondamento.
Ma difettano di analisi calcistica. Forse per un background non tecnico, non sanno quanto conti l’armonia e la compattezza di spogliatoio dove non ci sono scontenti ma si rema tutti dalla stessa parte (per non averne mai frequentato uno che sia uno); non sanno che significa aver fatto un ritiro tutti insieme senza per una volta sembrare la stazione ferroviaria degli arrivi e delle partenze, senza voli transoceanici e tournée improbabili; non colgono l’importanza di un assetto di gioco consolidato e produttivo; non si rendono conto della crescita di mentalità finalmente acquisita di grande squadra, come dimostrano i 48 punti del girone di ritorno; non colgono i trend evolutivi tecnici, per evidenti limiti di competenza specifica, non capendo i margini di crescita enormi di questa squadra che non ha affatto raggiunto il suo apice (mica siamo il Perugia di Castagner o il Vicenza di Rossi che fecero più di quanto era nelle loro corde), data l’età ancora verde di molti elementi-cardine avviati alla maturità (Insigne e Koulibaly su tutti, ma anche Ghoulam, Allan, Jorginho e Hysaj), la ancor giovane età dei veterani, appena trentenni (Hamsik, Callejon e Mertens), tolti Reina e Albiol che in questo momento è però insostituibile (lo dico con piacere, a dimostrazione che non mi fisso in maniera preconcetta sulle critiche).
Insomma, asfaltiamo il Nizza e partiamo a palla in campionato, e freghiamocene delle critiche sul presunto immobilismo del Napoli: Giuntoli lavori per il futuro, che al presente lo Squadrone c’è già.
Sarà giocoforza favorita la banda del Gatto Nero, e non può essere altrimenti, ma noi siamo più che competitivi, più più, fino a…
Solo posti in piedi sull’autobus a maggio, sia chiaro, miscredenti!
Io intanto prendo la patente da conducente…
E se non si vince? Abbiamo 91 anni di storia e solo D10’s ci ha fatto vedere la luce due sole volte, dove sarebbe la novità?
Io “sta storia di Sarri “zero tituli” dei cantori “conta solo la vittoria” che beatificano il mio amico di panza Rafa (a cui va riconosciuto l’avvio di questo progetto tecnico, invero) dimenticando che ha lasciato “macerie economiche” (non tecniche, ribadisco), non mi va proprio giù.
Ma ho l’impressione che stia finendo pure questo tormentone.
Sarò “Cazzaro” per dirla con Sarri, o inguaribile ottimista, ascaro del Presidente (non vi permettete che vi do un cazzotto), ma non ditemi niente, non accusatemi di vendere illusioni: #Iocicredo.

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