Raiola-De Laurentiis: una polemica che fa male solo al Napoli

Pubblicato il 5 settembre 2017 alle 14:27 da Liberato Ferrara
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Raiola-De Laurentiis: una polemica che fa male solo al Napoli pubblicato il: 2017-09-05 da Liberato Ferrara

Raiola è brutto ed antipatico. Ma fa il suo lavoro (e approfitta anche di tanti che non fanno il loro), e lo fa bene. Perché grazie a lui i suoi assistiti guadagnano tantissimo, ed ovviamente lui è quello che ci guadagna di più.
E’ brutto (ma è un dettaglio secondario, visto che coi soldi che guadagna non avrà problemi con l’altro sesso, ne’ in nessun genere di relazioni sociali) e ci tiene molto ad essere antipatico. Essere antipatico ha i suoi svantaggi, ma ti permette di dire sempre quello che vuoi. In questo un po’ somiglia a De Laurentiis, che è meno brutto (anche se ammetto di non essere esperto in materia) ma parimenti antipatico, perché si toglie sempre lo sfizio di dire quello che pensa.
La differenza che passa tra i due personaggi è che quando parlano di calcio Raiola sa esattamente di cosa si tratta, De Laurentiis no. Non perché sia stupido, assolutamente no: il problema è che lui, il presidente del Napoli, non solo non ama il calcio, ma trova trogloditi coloro che amano questo sport. Per cui spesso e volentieri dice cose che non hanno senso, e che si ritorcono contro di lui.
Prendete l’ultima polemica tra i due: De Laurentiis ha deriso Raiola senza che ce ne fosse alcun motivo. Ha detto che è un simpatico cartone animato. Perché l’ha detto? Per il semplice gusto di dirlo, non aveva alcun senso.
La risposta non si è fatta attendere. Diciamo subito una cosa: Raiola ha bisogno, per il lavoro che fa, di essere sempre sui giornali. Se sparisce dai giornali, se smette di recitare la parte dell’uomo nero che spaventa i bambini, non ha più motivo di essere. Raiola è il numero uno perché è sui giornali. De Laurentiis dal suo lato è sui giornali perché gli piace essere al centro dell’attenzione. Da presidente del Napoli, soprattutto da presidente che guadagna tantissimo in un mondo in cui quasi tutti ci perdono, avrebbe tutto l’interesse a non avere visibilità, a muovere i fili in semi clandestinità, semmai parlando una volta l’anno per prendersi parte dei meriti sportivi, non certo per criticare giocatori, allenatori, colleghi, tifosi, sottolineare sempre che lui è bravo e gli altri sono solo poveri fessi.
Cosa ha detto Raiola? Ha ricordato che Insigne in fn dei conti ha solo 4 anni di contratto, quasi a dire che se De Laurentiis non gli va incontro, alla fine Insigne tra 4 anni potrà passare sul suo cadavere tranquillamente. Poi ha detto una cosa che è vera: Sarri a fine anno potrà andare via. Ci ha messo il carico da 90, dicendo che gli augura di andare via, per non avere più nulla a che fare con De Laurentiis, certo, ma di base non ha detto una sciocchezza: Sarri potrà andare via,perché De Laurentiis ha pensato bene di mettere anche al suo allenatore una clausola risolutiva. Se è vero che Sarri è il top player del Napoli, una clausola di 7 milioni è irrisoria. Il rischio che Sarri il prossimo anno possa andare via è altissimo. Ed insieme a lui possono andare via tanti giocatori, perché quasi tutti hanno una clausola risolutiva: Reina e Rafael sono in scadenza; Hysaj, Albiol, Zielinski, Mertens, Koulibaly, Milik hanno una clausola risolutiva. Ghoulam sta per rinnovare, ma avrà anche lui la sua brava clausola che permetterà a fine stagione di liberarsi. Forse ce ne sfugge qualcun altro. Il problema è serio, serissimo, e si riproporrà a giugno. Ma per adesso la cosa ideale sarebbe tenere tutto sotto silenzio. Le parole di De Laurentiis di scherno a Raiola hanno permesso a Raiola di mettere il dito nella piaga. Esattamente quello che al Napoli in questo momento non serve, anzi è dannoso. La domanda sorge spontanea: ma chi “caspiterina” glielo ha fatto fare al presidente di provocare una cosa del genere?

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