La Caporetto di Ventura può aiutare il sogno del Napoli

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 9:31 da Liberato Ferrara
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La Caporetto di Ventura può aiutare il sogno del Napoli pubblicato il: 2017-11-14 da Liberato Ferrara

Napoli più vicino allo scudetto dopo quanto successo ieri sera alla nazionale di Ventura? Quanto potrà influire il fallimento della nazionale sul campionato? Di primo acchito verrebbe di risponde nulla. Non c’è alcuna relazione tra la squadra di Ventura, e le 20 che partecipano al massimo torneo nazionale. Sta di fatto che non è proprio così.

La Caporetto del calcio italiano (molto peggio della Corea, lì ai mondiali c’eravamo, peggio del 1958, quando non ci qualificammo, ma al mondiale erano 16 le partecipanti, e non 32…) avrà le sue conseguenze. Verrà, sbagliando, bollato come fallimentare tutto quello che è stato fatto in precedenza. Forse qualcuno ai piani alti si convincerà che quando a vincere è sempre la stessa squadra i risultati sono questi. E’ un dato: il punto più alto nella storia del calcio italiano di dominio di una sola squadra è coinciso col punto più basso della storia della nazionale italiana. Nessuno dirà mai che c’è nesso tra le due cose, ma il pensiero entrerà come un tarlo.

Il Napoli in questo momento è l’esatto opposto della Juve. Gioca bene. Il calcio del Napoli dovrebbe essere un modello, perché il calcio della Juve ha portato al fallimento. E poi c’è Insigne. Fosse stato lui in campo sarebbe stato il capro espiatorio perfetto, oltre a Ventura. Ma il fatto che non abbia giocato nemmeno un minuto ne fa il vincitore morale di ieri sera. Ventura, per assecondare i senatori (che erano tutti juventini, o ad essi assimilabili, come Bonucci) ha fatto scelte che si sono rilevate un disastro.

Sia ben chiaro: nessuno ti regalerà nulla, tanto meno gli arbitri. Ma gli scudetti si possono vincere anche se c’è un moto popolare che spinge in tal senso. Per questo la Caporetto di Ventura potrà aiutare il Napoli. Del resto dopo Caporetto fu un napoletano, Armando Diaz, che prese il posto del piemontese Cadorna, e guidò l’esercito se non proprio alla vittoria, ad una dignitosa resistenza, in attesa poi che gli alleati distruggessero l’esercito tedesco, e noi si potesse marciare intonsi (la battaglia di Vittorio Veneto in effetti non c’è mai stata) fino a Trieste.

Sono passati esattamente 100 anni, Caporetto ci fu il 24 ottobre 1917: magari la storia si ripete…

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