Napoli, bello e possibile: ma certi errori non sono più tollerabili

Pubblicato il 7 agosto 2017 alle 8:36 da Liberato Ferrara
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Napoli, bello e possibile: ma certi errori non sono più tollerabili pubblicato il: 2017-08-07 da Liberato Ferrara

C’è poco da fare, molto da incazzarsi: il Napoli fa sempre gli stessi errori. Errori banali che poi sono la causa dei suoi mancati successi. Non è una questione tattica, non è una questione fisica. Non è tattica perché al terzo anno con lo stesso allenatore e sostanzialmente con gli stessi giocatori, i meccanismi sono perfetti. Del resto la squadra gioca in maniera a tratti divina. Non è una questione fisica perché certi errori si ripetono, sempre uguali a se stessi, in tutti i momenti della stagione, sia quando è al top della condizione, sia quando, come in questo momento, in fase di preparazione.
Come diceva Sherlock Holmes una volta scartate tutte le ipotesi impossibili, l’unica che rimane, per quanto improbabile, è quella vera. Ebbene nel caso del Napoli visto che la colpa non può essere della tattica o della condizione, l’unica spiegazione possibile è che la colpa sia dei calciatori. Che sono scarsi, o quanto meno incapaci di tenere alta la concentrazione per l’intera partita.
C’è da preoccuparsi? Certo che c’è da preoccuparsi. Perché quando giochi per vincere qualcosa di importante ogni errore può essere fatale. Non sai mai quando può arrivare. E ci sono errori che diventano addirittura letali.
Ieri sera il Napoli, come capita quasi sempre, a prescindere dall’avversario, ha dominato in lungo e largo la partita. Certo, l’avversario non era di quelli stellari, ma stiamo pur sempre parlando di una squadra di Premier, già pronta per il campionato che inizia sabato prossimo. Un dominio in alcuni momenti imbarazzante. Il primo tempo poteva chiudersi tranquillamente sul 4-0 per gli azzurri, e non ci sarebbe stato nulla da dire. Poi improvvisamente il buio. Due gol incredibili subiti, nel primo caso per una dormita dell’intero reparto, nel secondo addirittura per essersi fermati in assenza di un fischio arbitrale che sembrava inevitabile e che invece non c’è stato.
Non c’è stato alcun errore tattico, neanche un errore tecnico del singolo. Si è semplicemente spenta la luce per alcuni minuti. Esattamente come quattro giorni prima era successo con l’Atletico Madrid. L’amara realtà è questa: puoi giocare il miglior calcio del mondo, ma poi la differenza in campo la fanno i calciatori, quelli capaci di non perdere la tensione neanche per un attimo. Perché nel calcio, appena il livello degli avversari si alza, basta un attimo per cancellare una partita dominata in lungo e largo per 90 minuti.

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