Ounas e Giaccherini la chiave della sconfitta di ieri del Napoli

Pubblicato il 2 dicembre 2017 alle 14:38 da Liberato Ferrara
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Ounas e Giaccherini la chiave della sconfitta di ieri del Napoli pubblicato il: 2017-12-02 da Liberato Ferrara

La differenza tra Napoli e Juventus è in due nomi: Ounas e Giaccherini. Uno dice: che ci appizzano due che non giocano mai? Servono per spiegare tante cose. Giaccherini è un buon giocatore, in passato è stato un buonissimo giocatore, non un fuoriclasse, ma uno di grande sostanza. Lo ha dimostrato non più tardi di un anno fa agli Europei. Sta di fatto che Sarri non lo vede, lo ha dimostrato lo scorso anno. In estate era in vendita, non ha trovato acquirenti. Il Napoli è stato costretto a tenerlo, anche sapendo che non serviva. E proprio perché è stato costretto a trattenerlo non ha preso un altro al suo posto, che sarebbe stato molto utile.
Ounas è un giovane di belle speranze, forse un domani sarà anche un top player, non possiamo saperlo. O magari, più probabilmente, un buon giocatore capace di dare il suo contributo anche in una squadra ambiziosa. Sta di fatto che al momento non è da Napoli.
Di casi Giaccherini la Juve in passato ne ha avuti tanti, semmai anche con un contratto ben più oneroso. Ma se non servivano alla causa, pur avendoli a busta paga, non ha esitato a metterli in disparte.
Ounas è un giocatore che la Juve avrebbe anche potuto prendere, ne ha presi tanti come lui, pagandoli come giovani di belle speranza, 7, magari anche dieci milioni. Solo che non li ha mai aggregati alla rosa, ma li ha mandati a fare esperienza altrove. La Juve, per la panchina, prende giocatori come Bernardeschi, nazionali, e li paga 40 milioni di euro. Quando prende Orsolini (strappandolo al Napoli) che ha 20 anni, lo manda in prestito biennale all’Atalanta.
Quando le premesse sono queste, è chiaro che il Napoli può anche vincere la partita, semmai anche lo scudetto. Ma è tutto terribilmente più difficile. Poi si dirà, legittimamente, che le differenze di fatturato sono quelle che sono, ed il Napoli non può permettersi questo lusso. Tutto giusto, ma poi inutile lamentarsi per una sconfitta che per altro arriva dopo quasi un anno.
Al netto degli infortuni di Milik e Ghoulam, che nessuno poteva prevedere, sta di fatto che in partenza Sarri ha avuto in rosa due giocatori “inutili”. Così Callejon e Insigne sostanzialmente non hanno alternative, e dopo l’infortunio di Milik anche Mertens è obbligato a giocare sempre. Se si vuol vincere qualcosa bisogna anche rischiare. Altrimenti è durissima. Lo scorso anno fu giusto scommettere su Giaccherini, quest’anno bisognava prendere atto che la scommessa era persa. Se per il ruolo di vice-Insigne si potevano spendere solo pochi spiccioli, era il caso di spenderli per un giocatore fatto e finito, affidabile. A costo di perdere dei soldi dopo, atteso che un trentenne dopo non lo vendi a prezzo maggiorato. Prendere un giovane di belle speranze può magari darti un margine a futura memoria, ma non porta benefici tecnici. Lo prendi e lo dai in prestito, se proprio ci tieni.
Detto questo il campionato non è finito con la sconfitta con la Juve. Si può ancora vincere. Ma proprio alla luce di queste considerazioni a gennaio bisogna intervenire. Non con Grassi e Regini, ma con giocatori di 30 anni pronti all’uso. Forti, quindi costosi, se non per il costo del cartellino, certamente per l’ingaggio.

– Una lezione dolorosa, vediamo se anche salutare

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