Mercato: il bicchiere è decisamente mezzo pieno

Pubblicato il 1 settembre 2017 alle 12:33 da Eduardo Cautiero
giuntoli calciomercato
Mercato: il bicchiere è decisamente mezzo pieno pubblicato il: 2017-09-01 da Eduardo Cautiero

Il bicchiere per definizione è sempre mezzo pieno. Il vuoto non esiste… Scherzi a parte per me il mercato del Napoli è più che positivo. Raggiunti, quasi, tutti gli obiettivi. Il primario era quello di mantenere la squadra dello scorso anno. Operazione riuscita in pieno. Era il desiderio di tutti i tifosi, e non era scontato. Merito di De Laurentiis, merito di Sarri, o merito del patto tra i calciatori non mi interessa: il dato oggettivo è che sono rimasti tutti i titolari, e le principali riserve, come si diceva una volta. La storia recente del Napoli, ma quella del calcio italiano negli ultimi anni, dimostra che non sempre è semplice resistere a certe offerte o a certi mal di pancia dei giocatori.
Giuntoli è stato bravo anche a piazzare alcuni esuberi. Anzi, un esubero in particolare, Pavoletti. Non era semplice, lui ci è riuscito. L’errore fu fatto probabilmente al momento dell’acquisto, ma è stato in parte rimediato. Vendere Zapata a quel prezzo è stata una buona operazione, ma non difficilissima. Il colombiano ha caratteristiche importanti, è relativamente giovane, ed era titolare di un contratto alla portata di molti.
Certo ci sono alcune cose che lasciano perplessi. C’era un problema per il ruolo di vice-Hysaj, ed il problema è rimasto. C’è un problema per il ruolo di portiere. Va bene Reina, ma un’alternativa credibile andava presa. Si è solo promosso il terzo portiere al ruolo di portiere di riserva, invertendo la gerarchia con Rafael. L’anno prossimo si vedrà. Ma forse di poteva anticipare i tempi.
Il cambio tra Strinic e Mario Rui non altera più di tanto il valore della rosa: peccato che il portoghese sia costato quasi dieci milioni, ed il croato sia stato venduto per molto meno. Dal punto di vista economico non sembra una grande cosa. Ma questo è un problema della società, non certo del tifoso. Quindi non cambia nulla.
Ounas è una scommessa. Ci sta tutta. Le scommesse sono tali perché si possono vincere o si possono perdere, fa parte del gioco. Lo scorso anno il Napoli ne ha fatte tante, e le ha vinte quasi tutte (Zielinski, Diawara, Rog, anche se si tratta di giocatori già testati a certi livelli, e non a caso pagati almeno il doppio di Ounas). Certo uno si aspettava un vice Callejon credibile, ed una alternativa a Insigne se non di pari livello, almeno passabile: e Giaccherini non lo sembra.
La rabbia è che alla fine sono stati spesi 12 milioni per un giocatore Inglese che non serviva, e difatti non è arrivato. Quei soldi andavano spesi per coprire almeno un dei tre ruoli palesemente scoperti. Insomma, se si tratteneva Strinic e coi soldi spesi per Mario Rui si prendeva un esterno destro, e se per i soldi spesi per Inglese si prendeva un altro tipo di giocatore, a parità di costo, forse il risultato tecnico era migliore.
Ma… Ma questi sono discorsi secondari. L’obiettivo principale era non vendere nessuno dei titolari. E la cosa è riuscita. Non siamo in presenza del mercato perfetto, ma il bicchiere è decisamente mezzo pieno!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone








Lascia un commento