Maradona porta in giro il fantasma di Diego

Pubblicato il 20 gennaio 2017 alle 13:11 da Sergio Curcio
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Maradona porta in giro il fantasma di Diego pubblicato il: 2017-01-20 da Sergio Curcio

Ho riflettuto molto prima di scrivere queste righe, ma credo sia giusto che di Diego Maradona possa scriverne o parlarne anche chi, come il sottoscritto, ha vissuto, ascoltato, visto Diego 5 volte su 5 a settimana in quel di Soccavo, e non solo, per motivi giornalistici (radio Kiss Kiss, Il Giornale di Napoli e diversi periodici a quel tempo in edicola) e di passione pura verso quello che resta per me il dio del calcio.
Mi farò qualche altra antipatia, ma non importa…
Diego s’è parzialmente riscattato quando è andato a Castelvolturno per stare nel suo vero unico mondo che gli appartiene: il Calcio. Per dare emozioni agli attuali azzurri e per rivivere davvero l’odore dell’erba, quella del campo, che era e avrebbe dovuto essere il suo pane quotidiano. Ma mi sapete spiegare a cosa è servita la serata per pochi intimi del San Carlo se non a fare uno show business di pessima fattura? La “scusa” dei trentanni napoletani di Diego è stata messa in scena con furbizia da uno scaltro Alessandro Siani che, diciamolo, ha “pariato” ancora una volta ma che finora non ci ha mai fatto vedere la sua napoletanità positiva se non con gag e macchiette improvvisate… Ed è quello che è venuto fuori dal Maradona del San Carlo, un Maradona per pochi e solo per ricchi, non il Maradona della Napoli e dei napoletani del popolo.
Ma è mai esistito il Maradona di Napoli o piuttosto sono stati i tifosi napoletani a volerlo capopopolo e Re, come Masaniello, per quello che è riuscito a fare e dare a Napoli ed al Napoli da dio del calcio? Personalmente il Diego napoletano non ce lo vedo e non l’ho mai visto, perché nella vita sportiva e napoletana di Diego manca il racconto di una normale quotidianità con Napoli ed i napoletani qualunque. Maradona ha vissuto Napoli circondato da coloro che lo hanno usato – come ha fatto Siani ed altri che hanno conosciuto solo il Maradona del dopo calcio- e da chi gli era utile per le sue “fughe” dalla realtà quotidiana. Ma in realtà cosa resta a Napoli di Diego oltre i grandi risultati ottenuti da giocatore se non c’è traccia, e non parliamo di Diego Junior per carità di Dio, della storia vissuta nel grande cammino con Napoli ed i napoletani “autentici e veraci” in sette stagioni?
E’ piuttosto Napoli che ha amato, capito e perdonato sempre Maradona. Più degli stessi argentini, ad esempio, che si scagliarono contro Diego dopo il fallimento da CT nel mondiale sudafricano, quello che per Diego era il “suo” mondiale, il “suo” sogno di trascinare da leader assoluto l’Argentina alla vittoria, forse anche più di quello vinto nell’ 86 ma da giocatore con Bilardo allenatore. Sono i napoletani che hanno compreso Diego e Lui, quando ha fallito, solo allora s’è ricordato di Napoli appoggiandosi all’affetto della sua gente.
Ha attaccato Higuain parlando di “tradimento” ai tifosi che lui mai avrebbe commesso andando a Milano o Torino…Ma dimentica che dopo la vittoria della UEFA voleva andar via da Napoli e da Ferlaino per prendere i soldi di Bernard Tapie a Marsiglia…Ed ho la sensazione che con Berlusconi ed Agnelli non ci sia andato solo perchè, da uomo intelligente, sapeva bene che tranne qualche “seratina” particolare con il Cavaliere o l’Avvocato, lì avrebbe fatto solo il giocatore e come tale trattato, a differenza di Napoli che lo considerava il dio al quale NIENTE e NULLA era vietato!!
Ora, si riparla di Diego al Napoli come possibile Ambasciatore…Conoscendo De Laurentiis non ci credo, ma seppure fosse, pregherei in ginocchio Maradona di non accettare, per non distruggere il suo mito, la sua leggenda napoletana. Cosa potrebbe dare e fare per il Napoli il Diego attuale se non “aiutare” ancora una volta le casse di ADL e le sue ? Ho visto un Diego spento, borghese, Lui che una volta era contro i poteri forti dalla parte della gente e dello sport sano…Quegli occhi che una volta guizzavano vispi e pieni di forza sono spenti, feriti da mille delusioni e dalla ricca rassegnazione di un cinquantaseienne bisognoso delle ricche prebende di emiri tirannici e che vive ormai di ricordi.
Napoli e Maradona sono sette anni di ricordi, vittorie e sconfitte, ormai vecchi di oltre 30 anni. Ricordi ancora vivi che sono la leggenda del calcio a Napoli per la “discesa” terrena, sotto il Vesuvio, del dio del calcio. La storia tra Diego e Napoli deve rimanere solo una storia di calcio perchè altro, di bello, non c’è stato. La triste e puerile serata del San Carlo andava onorata in ben altro modo …
I miti nascono quando coloro che li impersonano muoiono giovani. Maradona, per sua fortuna o per disgrazia, è sopravvissuto a se stesso. Resti per Napoli il dio del calcio e basta!! Perché Napoli, oggi, ed il Napoli non hanno bisogno di un simulacro, perché bisogna guardare avanti e non più guardarsi con nostalgia indietro, per un futuro migliore per tutti. Anche per tenere viva la Leggenda napoletana della “Mano de Dios”.

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