Figc: l’elezione del presidente è una vera farsa

Pubblicato il 11 gennaio 2018 alle 10:59 da Liberato Ferrara
malagò figc
Figc: l’elezione del presidente è una vera farsa pubblicato il: 2018-01-11 da Liberato Ferrara

Il caos in Figc di questi giorni (ma forse sarebbe più giusto dire di questi anni, almeno un paio di decenni) visto da fuori nasce da una folle costruzione del Palazzo. Una frammentazione che non ha nessuna ragione di esistere, sempre vista da chi è fuori da certi giochi di potere, e fa fatica a capire certe cose. Si ha la stessa impressione del Parlamento, in cui la frammentazione in un numero impressionante di partiti impedisce la formazione di una maggioranza.
In Figc ci sono Lega di A, Lega di B, Lega Pro, Lega dilettanti, calciatori, allenatori, arbitri. Non vorremmo aver dimenticato qualcuno. Per altro non si capisce perché poi non ci sia anche una rappresentanza dei direttori sportivi, dei procuratori, dei magazzinieri, dei massaggiatori, semmai degli addetti alla manutenzione dei campi, e via discorrendo… Magari, perchè no, anche i tifosi. Per tacere dei Giudici sportivi.
Ognuno con le sue richieste, con le sue poltrone. E uno si chiede perché. Perché ad esempio gli arbitri, non fosse altro che per mantenere la loro autonomia, non possono formare una federazione a parte: esiste quella dei cronometristi, non si capisce perché non fare una federazione di arbitri, che ovviamente metta insieme gli arbitri di tutte le discipline sportive. Stesso discorso ovviamente per i giudici sportivi.
Cominciamo col dire che al di là degli arbitri, uno fa fatica a capire il senso di avere in Figc allenatori e calciatori che sono dipendenti, sostanzialmente, delle altre leghe. Diciamo che sono il sindacato. Difatti l’Associazione Calciatori nasce come sindacato, con Campana. Oggi è una componente federale. Stesso discorso vale per gli allenatori.
Vista da fuori nel calcio ci sono solo due componenti che hanno un senso: la Lega di A, che è quella che mette i soldi (e su questo siano tutti d’accordo) e Lega Dilettanti, che ha i numeri. Mi dite che senso hanno Lega di B e Lega Pro, che hanno società allo sbando, e di cui non frega nulla a nessuno?
Per altro la federazione dovrebbe avere pochissimo potere. Diciamo un ruolo super partes. Poi sono le Leghe che organizzano i campionati, e sono le Leghe che si confrontano con le componenti tecniche/sindacali per i contratti collettivi. La Federazione dovrebbe limitarsi a dettare le regole generali. Basta. Un mero ruolo burocratico di raccordo.
Sta alle parti trovare la soluzione di certi problemi. Ad esempio il numero delle società che partecipano ai campionati. Invece è un bordello esagerato. E quando ci sono troppe componenti in campo l’ingovernabilità è certa. Il futuro, dietro l’angolo, l’americanizzazione del sistema sportivo. Negli Usa ogni Lega fa storia a se. Non c’è tra le Leghe la promiscuità che nasce dal sistema di promozione e retrocessione. Nella NBA, piuttosto che nella NFL, non ci sono promozioni o retrocessioni. Se una piazza non produce non c’è alcun problema nello spostare una squadra in un’altra città. Una cosa del genere da quelle parti è possibile perché si tratta di una nazione senza storia. In Italia è molto più complicato. Ogni comune ha una storia alle spalle, e la gente ne è giustamente fiera. Non puoi prendere il Sassuolo e portarlo a Bari per motivi economici. E devi lasciare anche al tifoso del Sassuolo, o del Chievo, la possibilità di sognare di poter avere la squadra in serie A. Ma sempre se c’è un equilibrio economico. Altrimenti succederà che le squadre che devono giocare in A le sceglieranno le Televisioni: sono loro che mettono i soldi, e non hanno nessuna intenzione di pagare per Chievo-Sassuolo, piuttosto che per Spal-Crotone.
La lotta per la presidenza della Figc non mi appassiona. La trovo anacronistica, superata. Invece di perdere tempo ogni componente dovrebbe darsi da fare per trovare una soluzione. E’ ridicolo che il presidente della Lega Pro (che è certamente una degnissima persona, ma che rappresenta un mondo ai limiti del collasso) venga proposto dalle sue società come capo assoluto del calcio. Stesso discorso varrebbe ovviamente per la Lega di B.
Abbiamo un problema. Anzi più di uno. Innanzitutto di natura economica. E su questo è giusto che decidano i presidente della A, anzi, quei presidenti che portano soldi alla serie A. In Italia 5 squadre producono reddito, altre 5 sono diciamo così più o meno autosufficienti. Le altre, anche in A, sono a perdere. Non per le loro casse, magari, ma per il sistema calcio. In Figc il voto della Juve non può valere quanto quello della Spal. Se il sistema calcio non regge 20 squadre in A si deve ridurre il numero. Certamente non hanno senso 22 squadre di B, e tutte quelle di Lega Pro. Una serie A a 16/18 squadre, due gironi di B da 18 bastano e avanzano. Il resto dilettanti. Con un campionato di elité, interregionale, tutti gli altri campionati regionali, che per altro interessano anche più tifosi per i tanti derby.
Dell’aspetto economico si occupino le Leghe, ma soprattutto le società che hanno capacità di produrre ricchezza. Dell’aspetto tecnico si occupino allenatori e calciatori, non c’è dubbio. Ma senza avere la pretesa di dettare le regole economiche.
Ma questa è utopia, lo sappiamo bene. Nessuno rinuncerà mai ad un briciolo di potere, ad una poltrona. Il prossimo presidente federale sarà frutto di un compromesse, e come tale sarà condannato a non fare nulla. Per altro la sua sorte, lo hanno dimostrato prima Abete, poi Tavecchio, dipende dal risultato della nazionale. Tutto il resto non serve a nulla. ..

– Sibilia: giusto sentire la lega di A

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